La Villa Romana di Desenzano del Garda, con ricchi mosaici, costituisce uno degli edifici residenziali di età tardoromana meglio conservati dell’Italia settentrionale. Era disposta ai piedi di un declivio collinare e la spiaggia era a pochi metri da essa. Un gruppo di ambienti con impianti di riscaldamento ad intercapedine è databile alla prima metà del I° secolo d.C. alla quale probabilmente appartiene l’impianto generale del complesso. Nella prima metà del IV° secolo, la villa fu sottoposta a una la completa e organica ristrutturazione che condusse alla realizzazione di un’ala adibita a rappresentanza, un’altra prevalentemente residenziale e una terza a carattere termale. I dati archeologici testimoniano che la rovina del complesso fu causata da un violento incendio. La villa comunque conserva ancora il fascino dello sfarzo originale e si possono ancora ammirare i resti dei mosaici, delle mura e le fondamenta. All’ingresso della villa sorge un piccolo museo nel quale si posso vedere i reperti recuperati dagli scavi. Tra questi vi sono resti di statue e di ritratti molto interessanti e un frantoio per la spremitura di uva o di olive. All’interno del museo inoltre un pozzetto permette inoltre di vedere un ipocausto, cioè una camera calorifera sotterranea che era parte integrante di una serie di ambienti con pilastrini di mattoni su cui poggiava il pavimento probabilmente d’epoca augustea. La villa romana di Desenzano si divide in tre settori A,B,C. Nel settore A vi sono un vestibolo ottagonale dal quale si giungeva alla spiaggia e al porticciolo, il peristilio, un cortile interno circondato su tutti i lati da portici e ornato di statue, un atrio a forcipe per giungeva al triclinium una stanza di rappresentanza triabsidata. Il triclinium era ricoperto da un tetto a cupola oppure a volta di botte. I locali e il peristilio erano pavimentati con mosaici raffiguranti schemi geometrici e motivi vegetali che creavano effetti cromatici. Probabilmente nell’abside centrale del triclinio vi era una finestra dalla quale si vedeva il viridarium, il giardino chiuso sul fondo da una fontana arricchita con nicchie. Dopo una serie di piccoli vani adibiti ai servizi c’era l’entrata alla villa stessa da cui vi era la strada che separava il settore A dal settore B. In questo settore, che subì molteplici trasformazioni in età romana, si osservano vari locali e gli ambienti residenziali hanno mosaici geometrici risalenti presumibilmente alla fine del III° secolo o inizio del IV° secolo dopo Cristo. Il settore C è stato fra i più danneggiati. Esso aveva vani con pavimentazione in lastre marmoree e impianti di riscaldamento sia sotto i pavimenti sia nelle intercapedini delle pareti.