Benvenuti a Verona…Vederla e subito innamorarsene, e poi tornare per scoprirla. Da più di due millenni, le mura della città proteggono preziose gemme di arte, storia e cultura, inaspettate vestigia che brillano donando ai suoi cittadini e ai visitatori di tutto il mondo uno spettacolo unico e seducente. Patrimonio storico e culturale dell’umanità, ha incantato pittori, poeti, viaggiatori e personaggi illustri di ogni epoca. Passeggiando tra i vicoli un’inattesa armonia di scorci di epoche storiche diverse incanta ad ogni passo: le tracce delle fastose origini romane, la definita impronta medievale e dei suoi cavalieri scaligeri, i grandiosi palazzi rinascimentali, assieme alle imponenti fortificazioni che la proteggono. Verona è visitata ogni anno da quasi 3 milioni di turisti, molti dei quali stranieri, per via della sua ricchezza artistica e architettonica (tra i monumenti più conosciuti l’Arena e la casa di Giulietta), e per le varie manifestazioni annuali (tra le quali le più importanti la stagione lirica areniana e l’estate teatrale veronese). La città veronese è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per la sua struttura urbana e per la sua architettura: Verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti, rappresenta inoltre in modo eccezionale il concetto della città fortificata, in più tappe determinanti della storia europea. Inoltre nel 2012 è stata definita come la città più pulita d’Italia. La città sorge lungo le rive del fiume Adige, nel punto in cui questo entra nella pianura Padana e forma un caratteristico doppio meandro, a una trentina di chilometri a est del Lago di Garda. Ma è senza dubbio l’ itinerario che tocca i luoghi in cui si sono svolte le appassionanti vicende di Giulietta e Romeo, che Shakespeare ambienta nella Verona Scaligera, a rendere questa città la meta preferita da migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo e che ogni anno visitano Verona, e per questo viene ormai definita come la Città dell’Amore. Si trovano così la Casa di Giulietta, del XII secolo, con il famoso balcone che dà sul cortile e la bronzea statua della dolce fanciulla; poco lontano si trova la Casa di Romeo e con una breve passeggiata si giunge alla Tomba di Giulietta, situata nei pressi di un antico convento.
ARTE E STORIA
La storia di Verona ha inizio in epoca antica, quando popolazioni indoeuropee, gli Euganei e i Reti e forse anche gli Etruschi, si stabiliscono in riva all’Adige. Nel II secolo avanti Cristo, Verona la città è alleata di Roma e, nel I secolo avanti Cristo, Verona diventa municipio romano. La vicinanza del Lago di Garda che diviene luogo di “otium” dei romani Verona in comincia ad avere una certa rilevanza politica ed in quanto tale, abbellita con palazzi, templi, piazze ed Arena. Verona può essere considerata, la seconda città dopo Roma in Italia, per la presenza di resti romani così ben conservati. La luminosità dei marmi dei suoi monumenti ancora in piedi, porta il visitatore a duemila anni indietro nel tempo: L’anfiteatro Arena, presenza magnificente di Piazza Bra’, il Teatro Romano, più antico dell’Anfiteatro, costruito sulle pendici del colle di castel san pietro come naturale scenografia per la città; Ponte Pietra, pons lapideus,costruito sul punto dell’Adige utilizzato come guado dalle prime genti; L’Arco trionfale dei Gavi, monumento celebrativo di una delle famiglie più ricche della città. L’Arena di Verona è l’anfiteatro romano meglio conservato al mondo, secondo per fama solo al Colosseo di Roma. Quest’arena fu costruita intorno al 100 dC e si trova nel mezzo della città, con Piazza Bra sul lato sud. L’acustica dell’Arena di Verona l’ha fatta diventare, durante l’estate, uno dei luoghi culto per la lirica, con il Festival Lirico estivo, grazie anche al fascino del luogo. Le porte monumentali a difesa e celebrazione della grandezza dell’Impero Romano , Porta Borsari e Porta Leoni, ancora in piedi, salutano ed invitano abitanti e ospiti ad entrare nell’antico centro abitato romano. Parti di mura e di strade, sono visibili con una semplice passeggiata per il decumano massimo, l’antica via Postumia, oggi Corso Cavour, Corso Portoni Borsari, Corso Santa Anastasia che portano all’antico foro romano, l’odierna piazza Erbe. Sotto il livello del manto stradale sono nascosti i resti dei fasti e della magnificenza di un tempo: stupefacenti resti di ville e di mosaici di domus possono essere visitate a qualche metro sotto il livello della strada, durante uno straordinario viaggio nel tempo nell’area archeologica degli Scavi scaligeri o nella villa di Valdonega. E ancora.. durante il cammino, al visitatore più attento non sfuggono iscrizioni, lapidi, ceppi funerari, architravi decorate, parti di statue romane provenienti dall’antico foro. La caduta dell’Impero romano non segnò un periodo di crisi, anzi, il re ostrogoto Teodorico sceglie Verona come residenza della sua corte e qui costruisce il suo palazzo reale. Re Alboino fa di Verona la prima capitale dei Longobardi e, dopo la vittoria dei Franchi sui Longobardi, il figlio ed erede di Carlo Magno, Pipino, ne fa la sua residenza. Nel Medioevo Verona è libero Comune e poi Signoria degli Scaligeri che ne fanno un centro artistica e culturale, attirando a sé artisti e poeti come Giotto, Dante e Petrarca. Durante il Rinascimento la città fa parte della Repubblica di Venezia, condividendone lo splendore nell’arte e nella vita sociale, giardini, ricchi palazzi, ville e chiese abbelliscono la città. L’età della Signoria degli Scaligeri ha ridisegnato così il volto di Verona, con le mura, il bellissimo Castelvecchio e il ponte scaligero, la reggia di Cangrande e le altre residenze dei Signori della Scala, la Domus Mercatorum di Piazza Erbe e le loro stupende tombe pensili, le svettanti Arche Scaligere, che con la loro maestosità invitano a fermarsi in religioso silenzio. Anche il periodo della dominazione veneziana ha lasciato segni inconfondibili nei palazzi della nobiltà, con i grandi pittori in mostra al museo di Castelvecchio e nelle chiese della città. Palazzi rinascimentali di famiglie nobili si affacciano sulle strade, le piazze più importanti e sulle rive dell’Adige e nella loro architettura e in quella degli splendidi giardini si intravedono l’armonia classica e i richiami alle epoche passate:Palazzo della Gran Guardia , rimaneggiato nell’800,Palazzo Pompei, Palazzo Maffei, il palazzo del tribunale, la loggia del consiglio e la domus Nova in Piazza dei Signori. Spicca in questo periodo la figura di un grande architetto, Michele Sanmicheli , che progetta le monumentali porte d’accesso della città: Porta Nuova, Porta Palio, Porta San Zeno e Porta Vescovo. Con la caduta di Venezia e le Guerre Napoleoniche, Venezia diventa una roccaforte militare, centro di numerose battaglie e distruzioni. Nella prima metà dell’Ottocento Verona è una roccaforte militare dell’impero austriaco, e nel nel 1866 diventa italiana. Durante il periodo di governo asburgico, Verona è la capitale del perfetto sistema difensivo del Quadrilatero con il naturale potenziamento della linea delle mura. Bastioni e fortini cingono la città, nascono edifici civili, come Palazzo Barbieri e militari, come l’Arsenale, il cimitero monumentale neoclassico del Barbieri, nuovi palazzi patrizi insieme al rifacimento della facciata della Gran Guardia.
GASTRONOMIA
Sin dai tempi dell’antica Roma le nobili famiglie di Verona erano conosciute in tutto l’impero per la gustosità dei pranzi che esse sapevano preparare nel corso di memorabili ricevimenti. Anche parlando dei principi Scaligeri si racconta che sovente alietassero i numerosi ospiti della loro corte con ricche libagioni e squisite pietanze, ma sono tutti i veronesi ad amare la buona cucina, qualunque sia il loro ceto. La amano con una grande passione che nel corso dei secoli hanno saputo elevare ad autentica arte, escogitando con estro e fantasia, piatti squisiti con poveri prodotti. Piatti tipici della cucina veronese sono il Bollito con la Pearà, carne di manzo accompagnata da una salsa a base di pane grattugiato, formaggio, midollo, brodo e pepe nero. Gli Gnocchi, uno squisito impasto fatto con patate, farina bianca ed uova, da gustare con sugo di pomodoro o con zucchero e cannella. La Pasta e Fasoi, la Pastissada de Caval è una ricetta vecchia di mille e cinquecento anni. La polenta, il nutrimento tipico dei contadini poveri della Pianura Padana, che viene preparato con farina di granoturco cotta in acqua salata. Per gustarla “alla veronese” bisogna mangiarla condita con fagioli ben cotti (polenta infasolà) o in accompagnamento alla cacciagione (polenta e osei). Il Riso al Tastasal, risotto con un impasto di carne di maiale; il Riso e Figadini, risotto con fegatini di pollo, e il Riso coi Bisi, riso bollito con i piselli. La sopressa, un “salame” speciale e molto gustoso, realizzato impastando carni suine aromatizzate con aglio, vino rosso, sale e pepe. I Tortelli di Zucca (o Nodi d’Amore), realizzati con una pasta tirata sottile come la seta, tagliata e annodata come un fazzoletto, arricchita con un delicato ripieno a base di zucca e amaretti sbriciolati. Tra i dolci primeggia il PANDORO, il dolce natalizio per eccellenza a base di farina, uova, zucchero e burro. Ha una forma alta e slanciata, con disegno a costole rilevate; ricoperto di zucchero vanigliato è molto apprezzato per la sua pasta, morbida e leggera, per il suo sapore delicato e il fragrante profumo … durante le feste primeggia sulle tavole dei veronesi, sebbene in alcune pasticcerie preparino ancora il Nadalin, che ne fu il medievale antenato. Il Pandoro fu realizzato nel 1894 da Domenico Melegatti nel suo laboratorio di corso Porta Borsari; sull’edificio, situato al numero 21 della via, sono ancor oggi visibili la storica insegna e le riproduzioni di pandori che ornano la facciata. Nelle altre stagioni si possono gustare la pasta frolla, le sfogliatine, i crostoli, le Frittole, le favette e il mandorlato di Cologna Veneta, un dolce a base di mandorle lievemente abbrustolite e poi passate al forno, con l’aggiunta di miele, zucchero e pasta dolce …e poi ci sono gli ottimi vini, a denominazione di origine controllata. Il rosso Bardolino: doc, classico, superiore, chiaretto e novello. Il bianco di Custoza: doc, superiore, spumante e passito. Il rosso Valpolicella: classico, valpantena, superiore, amarone e recioto. Il bianco di Soave: doc, classico, spumante, superiore e recioto (i primi vini DOCG di tutto il Veneto).