Le ville antiche, il passato dei poeti, il verde delle viti, la geometria delle balze, le dolci acque, il silenzio di pievi assolate hanno fatto della Valpolicella un’isola felice. Da qui inizia il percorso dell’arte: Verona romana, Vicenza palladiana, e poi Mantova, Parma, Venezia ed altri piccoli o grandi centri raggiungibili facilmente in macchina o con mezzi pubblici. Vicinissimo è il lago di Garda e il turismo d’altura permette escursioni, estive e invernali, sul monte Baldo e sui Lessini. La forra della Chiusa, diaframma tra Alpi e pianura, e il Ponte di Veia richiamano la forza e i misteri della natura. A nord la Val d’Adige dà la possibilità di raggiungere, in breve tempo, lo splendore delle montagne rosa: le Dolomiti. Strade, autostrade, mezzi di comunicazione e l’aeroporto “Catullo” di Verona, solcano il territorio e si intrecciano per movimenti rapidi e veloci. Rinomata fin dai tempi di Roma antica per la viticoltura, e in particolare per il vino Amarone, è altresì importante per l’estrazione del marmo rosso di Verona.
ARTE
Il clima di pace e prosperità che ha caratterizzato quasi tutta la storia della Valpolicella è stato sicuramente propiziatorio del fiorire delle arti. Se del periodo storico antecedente l’anno mille ci sono rimaste ben poche testimonianze artistiche (fatta eccezione per il notevole ciborio presente presso la pieve di San Giorgio, di epoca longobarda), dall’Alto Medioevo in poi se ne possono trovare numerosi esempi. Del patrimonio artistico e architettonico della valle fanno bella mostra gli edifici religiosi, ed in particolare le antiche pievi. Oltre alla già citata pieve di San Giorgio, nel comune di San Pietro in Cariano troviamo la pregevole pieve di San Floriano. Questa è datata intorno al XII secolo, sebbene edificata su precedenti luoghi di culto pagani, e presenta all’interno dipinti di autori settecenteschi. Interessante la chiesetta di San Martino di Corrubbio per il ciclo di affreschi, di cui oggigiorno rimangono solo alcuni frammenti. Altre pievi si trovavano a Negrar (con una bella e vetusta torre campanaria) e ad Arbizzano. Pregevoli anche alcune chiese parrocchiali edificate tra il XVIII e il XIX secolo. Tra il 1922 e il 1924 Giuseppe Trecca progettò, in veste di architetto, la chiesa parrocchiale di Marano di Valpolicella, e dal 1924 diresse i lavori per la decorazione di quella di Fumane.
LUOGHI DA VISITARE
Non si può parlare di architettura in Valpolicella senza parlare delle sue ville venete che, a partire dal XV secolo, sono qui sorte in gran numero. Oltre alla bellezza architettonica di queste opere (le progettarono architetti del calibro di Michele Sanmicheli e Andrea Palladio), spesso esse conservano al loro interno preziosi affreschi. Gran parte della pittura che possiamo trovare in Valpolicella è principalmente a soggetto religioso. Un pregevole dipinto di Antonio Badile è ammirabile presso la chiesa parrocchiale di Mazzurega mentre una tela di Paolo Farinati, datata 1590, è conservata in quella di Prun[60]. La chiesa di San Marziale di Breonio conserva opere di Francesco Morone[61]. Altri pittori che hanno contribuito al patrimonio pittorico valpolicellese sono: Francesco Lorenzi[62], Agostino Ugolini[63], Marcantonio Bassetti[64], Domenico Brusasorzi[65] e Giorgio Vasari, al quale viene attribuita una tela, raffigurante una “Madonna e Santi”, conservata presso la cappella della villa Da Sacco di Arcè. Per quanto riguarda la scultura, degno di nota è Innocenzo Fraccaroli, nato nel 1805 a Castelrotto, che svolse una proficua attività un Italia e in Europa.