Trento è città d´arte, di storia e d’incontro fra la cultura italiane e mitteleuropea. Il fascino unico di una città rinascimentale alpina, dove la storia è arte. Circondata com’è dalle montagne, la piccola Trento cattura l’attenzione per quel suo tipico fascino alpino. Il panorama naturale abbraccia la città quasi a voler conservare intatti i suoi preziosi tesori storici, ben custoditi da secoli di lunga storia. La Città del Concilio (1545 – 1563) conserva nei suoi monumenti tutto il patrimonio scritto nei secoli dalle due culture ed è unica fra le città alpine per la sua elegante impronta rinascimentale, che i recenti restauri hanno esaltato. Dal Castello del Buonconsiglio il percorso “imperiale” attraversa il centro storico fino in piazza Duomo, lungo via San Marco, via Manci e via Belenzani fra i più bei palazzi, in mezzo ai quali si dirama un reticolo di vie, vicoli e piazze, dove si scoprono altri edifici storici, i caratteristici portici di via Suffragio, le antiche torri e le mura. In ogni stagione Trento si offre al visitatore con la ricchezza del suo patrimonio storico ed artistico, di cui si può godere passeggiando per le vie del centro, facendo shopping o visitando i musei cittadini.
STORIA
I primi insediamenti umani nel territorio di Trento risalgono alla preistoria, ma solo con i romani si ha un privo vero nucleo. Occupata dai Longobardi, diventa sede di un ducato e, in epoca carolingia, di un marchesato. Per conservare la sicurezza della valle, gli imperatori concedono la zona al vescovo di Trento che, assumendo il ruolo di principe-vescovo, darà vita a uno stato che durerà fino al 1801. Il territorio di questo principato più tardi si ridurrà per l’istituzione dell’analogo vescovado di Bressanone e della contea del Tirolo. Non tutti gli imperatori però riescono a ottenere la fedeltà del vescovo e ciò provoca lunghe controversie. La città, a partire dal sec. XIII, si sviluppa e assume quelle carattenstiche urbanistiche che tuttora conserva. Dal 1543 al 1563 è sede del celebre Concilio con Papa Paolo III Farnese. A causa delle lotte con Venezia, la città decade finché, occupata dai Francesi, vede la fine dello Stato nel 1801. Dopo l’era napoleonica, nel 1816 Trento e tutta la sua attuale provincia ritornano all’Impero Asburgico, integrati nella Contea Principesca del Tirolo, da secoli storicamente vincolata da legami politici e militari al Principato Vescovile di Trento. Il Congresso di Vienna del 1815 sancisce il nuovo assetto territoriale. L’antico governo autonomo del Principato Vescovile, già abolito da Napoleone, non verrà ripristinato, pur mantenendo il vescovo di Trento il titolo di formale Principe e di “Sua Altezza”sino al 1953, quando il papa Pio XII abolì tutti i titoli nobiliari agli ecclesiastici. Trento, congiuntamente al resto della contea principesca tirolese a sud dello spartiacque alpino passò all’Italia nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale, annessione sancita dal Trattato di Saint Germain.
DA VEDERE
Oltre ai numerosi monumenti da visitare, è la città intera che merita una attenta visita, con le sue strade strette e gli alti edifici, affrescati anche all’esterno. Il centro della città è costituito da P.zza del Duomo. Il Duomo, a tre navate, fu iniziato nel ‘200 e ultimato alcuni secoli dopo. L’interno conserva molti monumenti sepolcrali di van pnncipi-vescovi; vi è pure sepolto Roberto Sanseverilzo, condottiero morto nel 1487 nel tentahvo di conquistare Trento. Notevole la zona absidale. Di fronte al duomo si alza la Torre Civica eretta nel XIII sec. Vicino a questa il Palazzo Pretorio, bella costruzione a bifore e trifore, già sede del comune, poi dei vescovi: ora ospita il Museo diocesamo tridentino (tel. 0461 234419) che conserva sculture e dipinti, splendidi arazzi, documenti sul Concilio e parte del tesoro del duomo. Il monumento più significativo della città è il Castello del Buon Consiglio, costruito a partire dal sec. XIII. E’ costituito da tre corpi: Castelvecchio (sec. XIII), il Magno Palazzo (1528-1536) e la Giunta Albertiana (sec. XVII). Ora il Castello del Buon Consiglio è sede delMuseo provinciale d’arte antica, medioevale, moderna e contemporanea; vi si trovano inoltre importanti cicli di affreschi, in particolare di Dosso Dossi, del Romanino e del Fogolino, porcellane, stampe e disegni.
ENOGASTRONOMIA
Trento è anche famosa per la sua prestigiosa produzione di vini DOC, spumanti e grappe. E’ al centro delle più rinomate zone vinicole del Trentino che nelle vallate circostanti propongono numerosi itinerari fra cantine e castelli, malghe e ristoranti tipici. Per celebrare la maestria degli enologi e onorare l’antica tradizione vinicola del territorio è stato coniato un marchio, il TRENTODOC, che nel mondo riconosce l’eccellenza della produzione spumantistica locale. Ma tutta la “filiera della vite”, dai vini bianchi ai rossi, dal vino santo alla grappa, vive qui la sua apoteosi di profumi e sapori che accompagnano magnificamente piatti tipici di selvaggina e pesce di lago, ma anche rielaborazioni in chiave moderna di specialità della tradizione alpina. Famose anche le mele del Trentino le cui coltivazioni caratterizzano colline e rilievi. Da non predere l’appuntamento con il Mercatino di Natale, che ogni anno propone appuntamenti, mostre, giochi, visite guidate ed una serie di pacchetti sconti negli alberghi per tutti i visitatori.