Tra monti e lago, tra alpino e mediterraneo, è adagiato il verde altopiano di Tremosine, un’oasi naturale ancora incontaminata che appaga lo spirito. Di fronte, al di là del lago, l’imponenza del Monte Baldo. Fa parte de I borghi più belli d’Italia. Strabiliante la strada che corre lungo la profonda forra del torrente Brasa, talvolta scavata nella roccia e talvolta a sbalzo su strapiombi che lasciano meravigliati. All’inaugurazione, nel 1913, un corrispondente della Frankfurter Zeitung la definì «la strada più bella del mondo». Percorrendola, in pochi minuti si passa dalla vivacità della riviera Gardesana alla tranquillità dell’altipiano, dalle cui terrazze a picco sul lago la natura mostra all’uomo tutto il suo splendore. Dalla «Terrazza del brivido», sospesa a 350 metri sul lago, la vista toglie fiato. E al calar della sera, si possono scoprire le delizie di una cucina semplice raffinata. Numerosi i ristoranti tipici e gli agriturismo che della produzione tipica e della tradizione hanno fatto i propri punti di forza. Anche a tavola ritroviamo l’intreccio di sapori mediterranei e alpini: dal pesce di lago alla selvaggina dei monti, dal celebre olio extra vergine d’oliva del Garda ai pregiati tartufi neri, dai vini ai formaggi. Diciotto frazioni: una in riviera, le altre sparse su un movimentato altopiano, incastonate su poggi di incomparabile bellezza panoramica che dominano l’intero Garda. Il Comune, con i suoi circa 72 kmq. di territorio, è uno dei più vasti della provincia di Brescia. Inserito nel Parco Alto Garda bresciano, l’ambiente naturale si presenta molto vario: i piccoli nuclei abitati sono incastonati tra vallette, su poggi, collinette, pianori ricoperti di olivi, prati, pini. Qui le montagne più elevate del Parco si confondono con l’azzurro del Garda, offrendo scenari che non hanno eguali. Numerose sono le mulattiere che, snodandosi dolcemente lungo i fianchi delle montagne, portano in quota, proprio nei luoghi che, fino al 1918, segnarono il confine con l’Impero austro-ungarico. Stupende sono quelle che da San Michele e Bondo portano a Tremalzo, verso la valle di Ledro.
STORIA
Il territorio del Comune di Tremosine è stato intensamente fortificato durante la Prima Guerra Mondiale, quando la Prima Linea si trovava poco più a nord, in Val di Ledro. Le dorsali montane furono oggetto di intensi lavori difensivi, realizzando per scopi militari quasi l’intera rete stradale odierna (sia montana che di fondovalle) e decine di chilometri di mulattiere e sentieri per collegare i crinali fortificati. La SP 38 (l’attuale collegamento provinciale con Tignale e Limone) fu realizzata in quel periodo dal Genio Militare, come pure la bellissima strada in quota per Passo Nota e quella di fondovalle nell’alveo del Lago di Bondo. Furono realizzate linee trincerate con centinaia di tratti di trincea, supportati da ricoveri in roccia, appostamenti e casematte in caverna, postazioni per mitragliatrici e lanciabombe, oltre alle piazzole per numerose batterie di Artiglieria. Tuttora facilmente rintracciabili e visitabili, le postazioni partono dall’abitato di Pieve e proseguono ininterrotte fino a Polzone, dove era presente uno sbarramento trincerato per bloccare la valle, per risalire sino alla Bocca Cocca, dove le installazioni si interrompevano. Anche il crinale più a Nord (Dalvra, Corno Nero, Corna Vecchia) era interamente fortificato e percorso da strade ancora ben accessibili. Interessanti e ancora rintracciabili numerose postazioni riconoscibili nelle frazioni abitate e nelle immediate vicinanze (Pregasio, Nevese, Secastello) e appena fuori la stessa Pieve, in bellissime posizioni a strapiombo sul lago. Queste installazioni sono quasi sempre collocate in punti panoramici e collegate da sentieri fruibili per passeggiate a piedi o in mountain bike. Tremosine (Vesio) fu sede di una delle Direzioni Lavori del Genio Militare della Zona XV. Un paziente lavoro di ricerca (il progetto fortidelgarda.it) ha mappato la posizione di tutte le postazioni e dei sentieri, recuperando anche mappe storiche e documenti d’epoca che ricostruiscono in dettaglio il progetto difensivo.
GASTRONOMIA
A Tremosine, nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano, operano alcune aziende che praticano l’allevamento di mucche della razza bruno-alpina. Il latte munto nelle stalle e nelle malghe viene conferito alla Cooperativa Alpe del Garda e trasformato in burro e formaggi tipici. I più noti sono la Formagella di Tremosine e il Garda, formaggi che rappresentano caratteristiche esclusive assai apprezzate dai buongustai. Vengono inoltre prodotti formaggi freschi, yogurt naturale, gelati e ricotta. Di qualità sono anche il miele e l’olio extravergine, ricavato a freddo con la molitura delle olive con le molazze e con la pressatura meccanica tradizionale della pasta. L’olio ha bassa acidità, gusto delicato, alta digeribilità. Nei boschi di castagneti, faggi e conifere, in autunno crescono i funghi; un prodotto di antica tradizione, recentemente riscoperto nella fascia montana, è il prezioso e raro tartufo, sia quello bianco, il più pregiato, nel periodo tra ottobre e dicembre, sia quello nero, che matura tra novembre e marzo. Il piatto più ricercato è lo spiedo, proposto da ottobre ad aprile da molti ristoranti locali. Lo si gusta con la polenta e con un buon vino rosso. Con la polenta si mangia anche il capretto o il coniglio. Particolare è la polenta cùsa, che si prepara con farina nera, formaggio e burro. Tra i dolci c’è lo spongadì.