Sirmione è un centro termale e centro turistico rinomatissimo, ma anche culla di un passato ricchissimo, amata e abitata nel corso dei millenni da popolazioni che hanno lasciato tracce significative. La penisola, per molto tempo, fu prevalentemente un luogo di villeggiatura, grazie alla sua splendida posizione sul Lago di Garda, la suggestiva bellezza e il particolare clima. Molti poeti e scrittori hanno tratto ispirazione da Sirmione per comporre odi e poesie: da Catullo a Joyce, passando per Carducci, Fogazzaro e Pound. Sirmione sia stata eletta come luogo di abitazione sin dalla preistoria non solo per la bellezza del paesaggio, dolce ed allo stesso tempo aspro, ma anche per la posizione strategica. E’ facile ritrovare le testimonianze di un passato ricco e tumultuoso proprio accanto alle vetrine dei negozi. Ci sono scorci che permettono di uscire dal tempo, di dimenticare per un attimo l’allegro viavai dei turisti per entrare in una dimensione nella quale Sirmione non era che “Paeninsularum insularumque ocelle”.
- STORIA
Sirmione Preistorica – Resti di villaggi palafitticoli dell’età del bronzo (XVIII – XVI sec. a.C.) sono stati scoperti nella zona del Lido delle Bionde e delle Grotte. I villaggi furono abbandonati attorno al 1200 a.C. forse per la crescita di livello del lago o per l’invasione di nuove popolazioni. Sirmione Romana – La zona tornò ad essere abitata solo in questo periodo, grazie anche alla posizione strategica, tra le due città di Verona e Brixia. Era quindi un importante punto di sosta sulla via Gallica (strada che collegava Bergamo e Verona). Nel centro storico di Sirmione, nella piazzetta Mosaici, sono stati rinvenuti resti di un edificio databile al I secolo d.C., di notevole ricchezza. La grandiosa testimonianza dell’importanza del paese all’epoca è data dalle imponenti rovine che dominano la punta della penisola, le cosiddette “Grotte di Catullo”, la più vasta villa romana dell’Italia Settentrionale. Sirmione Medievale – Nella prima metà del secolo VIII a Sirmione dominava in maniera assoluta un potente signorotto longobardo, Cunimondo, che era in lotta aperta con la corte longobarda. Per quanto riguarda le Chiese longobarde beneficate da Cunimondo, l’unica che si può ancora ammirare è S. Pietro in Mavino (probabile etimologia: “summavinea”, la vigna più alta della penisola) che fu eretta nell’VIII sec.. Fino al XV sec. vi visse un eremita, come dimostra la cappellina all’interno dedicata a S. Nicola da Tolentino, protettore appunti degli eremiti. Nel corso dei secoli la penisola fu al centro di vicende tumultuose con epiloghi drammatici e sanguinosi, come nel caso della comunità di eretici patarini che si era saldamente arroccata a Sirmione nel XIII sec. Sirmione Scaligera – Durante il XIII sec. la penisola diviene dominio della potente famiglia degli Scaligeri di Verona. Si deve a loro la costruzione della imponente rocca che proteggeva il borgo e il porto e si collocava in posizione strategica nella difesa dei dominii verso Mantova e Milano. Nel 1405 Sirmione passò sotto il dominio di Venezia e cominciò allora il lento ma inesorabile declino della rocca che nell’800 fu adibita a caserma dai francesi e poi dagli austriaci. Più tardi divenne proprietà del comune che la elesse a propria sede e tale rimase fino al 1917, quando passò allo stato che ne ordinò i restauri.
- VISITATORI ILLUSTRI
Diversi sono i personaggi di spicco appartenenti al mondo della cultura o a quello politico giunti a Sirmione seguendo l’incanto dei versi catulliani e catturati dal fascino austero della penisola. In epoca romana l’imperatore Domiziano fu ospite del potente amico nella splendida villa affacciata sul lago. Nel 1514 soggiornò a Sirmione la marchesa Isabella di Gonzaga e vi ritornò undici anni più tardi per provare l’emozione di una visita al lume di candela negli antri bui delle Grotte. Anche Andrea Palladio ammirò la casa di Catullo e studiò i particolari della costruzione, rimanendo affascinato dalla cisterna in cemento. Nel 1797 Napoleone sulla via di Passariano, duve avrebbe negoziato il trattato di Campoformio, sostò a Sirmione per rendere omaggio al grande poeta latino. Nell’estate del 1880 Alfred Tennyson fu ispirato dall’atmosfera particolare di Sirmione e levò il suo canto alla bellezza della penisola. Anche Carducci compose un’ode barbara intitolata a Sirmione e lo stesso fece Antonio Fogazzaro nel 1909. Ezra Pound e James Joyce si incontrarono a Sirmione nel 1920. Gabriele D’annunzio invece amava sedere ai tavolini dei bar ad osservare i passanti sorseggiando un aperitivo. Maria Callas trascorreva periodi di riposo nella villa fatta costruire per lei dal devoto marito GiovanBattista Meneghini che fu lasciato quando sulla scena apparve il ricchissimo magnate greco Aristotele Onassis.
- LUOGHI D’INTERESSE
Grotte di Catullo – Sulla costa meridionale del lago di Garda, all’estremità della penisola di Sirmione, in una splendida posizione panoramica si trovano i resti della villa romana nota da secoli con il nome di “Grotte di Catullo”, l’esempio più grandioso di edificio privato di carattere signorile di tutta l’Italia settentrionale. Nel Rinascimento il nome di “grotte” o “caverne” fu usato per strutture internate e crollate, ricoperte di vegetazione, entro le quali si penetrava come in cavità naturali. La tradizione risalente al XV e XVI secolo ha identificato questo complesso come la villa di famiglia di Catullo, il poeta latino morto nel 54 a.C. L’area archeologica e l’annesso Museo (Piazzale Orti Manara, tel. 0039-(0)30-916157) sono visitabili tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9 alle 18, da aprile a settembre, dalle ore 9 alle 16, da ottobre a marzo. Dal centro storico chiuso al traffico le “Grotte di Catullo” sono raggiungibili con una breve passeggiata (ca 15 minuti) o, nei soli mesi estivi, mediante un trenino elettrico che parte da Piazza Piatti.
Castello Scaligero – Il castello di Sirmione è una rocca di epoca scaligera, unico punto d’accesso al centro storico di Sirmione. Si tratta di uno fra i più completi e meglio conservati castelli d’Italia,oltre che raro esempio di fortificazione lacustre. Il castello è bagnato su tutti i lati dalle acque del lago di Garda, e su uno di questi lati è stata realizzata, poco dopo la costruzione del castello, la darsena, che un tempo rappresentava il luogo di rifugio della flotta scaligera. Le mura e le tre massicce torri maggiori sono caratterizzate dalle merlature a coda di rondine che contraddistinguono ogni costruzione scaligera: dietro questi tre torrioni emerge l’imponente mastio, alto 47 metri, sotto al quale si trovavano le celle destinate ai prigionieri. All’interno dell’ampio portico interno del castello è stato allestito un lapidario romano e medievale, oltre che una breve mostra in cui su alcuni pannelli sono riportate le informazioni più importanti sulla rocca. Si può accedere inoltre ai camminamenti di ronda delle mura e, tramite delle rampe di scale in legno restaurante recentemente, si può giungere fino in cima al mastio, la torre più alta della fortezza.Le Terme – In questo luogo, ricco di storia e di fascino, da 120 anni sgorga una preziosa acqua termale. Le Terme di Sirmione sono note per le proprietà benefiche delle loro acque termali sin dall’antichità: i primi a sfruttarle, infatti, furono i romani, fondatori della cittadina di Sirmione. Un dono raro e naturale che Terme di Sirmione ha saputo valorizzare declinando le sue proprietà, oltre che nelle cure termali, nei centri salute e bellezza all’interno dei suoi hotel e nel Centro Benessere Termale Aquaria. Trattasi di un’acqua minerale, cioè un’acqua dotata di proprietà terapeutiche e viene definita acqua ipertermale perché sgorga ad una temperatura di 69°C. In base alle caratteristiche chimico-fisiche, l’acqua di Terme di Sirmione è classificata come sulfurea salsobromoiodica poiché contiene una rilevante quantità di zolfo, sotto forma di idrogeno solforato, sodio, bromo e iodio. All’avanguardia nella prevenzione e nella cura delle patologie dell’apparato respiratorio, Terme di Sirmione è conosciuta come rinomato centro italiano per la cura della sordità rinogena, per il trattamento delle affezioni reumatiche vascolari e dermatologiche, e per la riabilitazione motoria. Terme di Sirmione è sede del primo Centro Sordità Rinogena in Italia, di un importante Centro di Broncopneumologia e di un Reparto Pediatrico. Tutte le cure termali, comprese quelle effettuate presso i centri termali degli alberghi, sono convenzionate con il S.S.N. e gli ospiti possono contare su un’assistenza medica e paramedica altamente specializzata.
Chiesetta di Sant’Anna – Del 1400, sorta presso il castello per la guarnigione. Conserva affreschi votivi del 1500 e una Madonna dipinta su pietra, con lo stemma scaligero sulla cornice.
Santa Maria Maggiore – Eretta nel 1400 sulla preesistente chiesa di San Martino in Castro. La facciata reca sullo spiovente una decorazione in terracotta, il porticato apparteneva all’annesso cimitero; romana la prima colonna a sinistra: è un miliario dell’imperatore Giuliano l’Apostata e apparteneva forse alla chiesa originaria. All’interno, l’unica navata è suddivisa da tre arconi. Contiene affreschi del 1400, una statua lignea della Madonna in trono(1400) nell’abside, un Crocifisso cinquecentesco attribuito al Brusasorci.
Ruderi di San Salvatore in Cortine – Nel giardino delle scuole; si intuiscono le tre absidi. La basilica fu fatta erigere dalla regina Ansa nel 765-774 e fu ricostruita nel sec.XI.
Chiesa di San Pietro in Mavino – Esisteva già in epoca longobarda, costruita, secondo la tradizione, da pescatori del luogo, sui resti di un tempio pagano; il campanile romanico risale al 1070 e nel 1300 vi fu un rifacimento della chiesa. La struttura a capanna è chiusa da tre absidi, di cui le laterali assai piccole. All’interno sono conservati affreschi del XII-XVI sec.
Chiesetta dei Santi Vito e Modesto – Nella zona del cimitero: sorto nel sec.VIII, fu ricostruito nel 1744. E’ dedicato ai Santi protettori del paese, anticamente festeggiati il 15 giugno.
Chiesa di Sant’Orsola – In Località Rovizza, fatta edificare dal conte cremonese Francesco Rovizzi, che stabilì nella zona una nobile dimora (1650).