La Pinacoteca ospita 50 opere provenienti dalla collezione privata dell’architetto trevigiano Giuseppe Alessandra, presso Villa Mazzucchelli. La raccolta si forma a partire dal 1956, quando l’allora ventenne Alessandra acquista la sua prima opera d’arte. Da allora le acquisizioni si infittiscono, dando vita ad una raccolta veramente eclettica, che nulla ha da invidiare alle Wunderkammern del passato, dove trovano posto opere di scultura, pittura antica e contemporanea, grafica, arte applicata, modellismo e botanica, accanto ad una ricca biblioteca d’arte e a oggetti legati alla passione cinofila. Le opere selezionate per la Pinacoteca si datano a partire dal XIII secolo e sono prevalentemente riconducibili ad alcuni dei più importanti pittori rinascimentali di area lombardo veneta, tra i quali spiccano i nomi di Vittore Carpaccio, Dario Vorotari, Paris Bordon, Jacopo Tintoretto e Tiziano, accanto ad altri illustri maestri della pittura internazionale del XVII secolo come Van Dyck e Zurbarán. L’itinerario espositivo è stato studiato in modo da valorizzare il profilo originario della raccolta e si articola in quattro sezioni.

La collezione. La prima sezione presenta in modo trasversale la storia della raccolta e del suo carattere poliedrico mediante l’esposizione di sculture, disegni e dipinti. Si ammirano un vibrante Crocifisso ligneo del XV secolo, per poi passare attraverso un Busto di orientale di Vittore Carpaccio (1500-1505), una grande tela dell’ultimo Tiziano con San Gerolamo in meditazione (1570 ca.) e una Vanitas di Antoon van Dyck (1623 – 1625). Si approda infine al XX secolo con un affascinante disegno progettuale di Raoul Dufy per Place de la Concorde a Parigi.

La pittura sacra. La seconda sezione risponde ad un criterio tematico e ha per oggetto dipinti e sculture di tema religioso. Il gruppo della Madonna col Bambino prende forma in una straordinaria scultura lignea del XIII secolo che apre cronologicamente la sezione. Lo stesso soggetto è protagonista di una grande Sacra conversazione, pala d’altare di Gaspare Sacchi della prima metà del XVI secolo. Coeva è poi la straordinaria Adorazione del Bambino con i Santi Giuseppe e Bernardino da Siena, recentemente ricondotta al catalogo dei pittori mantovani Giovanni e Bernardino da Asola. Accanto alle opere menzionate compaiono alcune tele e sculture agiografiche, tra le quali spiccano un grande San Paolo del pennello di Girolamo di Santacroce (1520) e un drammatico San Francesco firmato da Francisco de Zurbarán (1650-1660).

Il ritratto. La sezione, pure di carattere tematico, è dedicata al genere del ritratto. Il Ritratto di Giorgione con teschio di cavallo di Pietro della Vecchia (1640 circa), il Ritratto di giovinetto di Santi di Tito (1570-1580) e uno straordinario gruppo di ritratti realizzati da Jacopo Tintoretto tra gli anni ’40 e ’70 del Cinquecento. Alla tipologia del ritratto celebrativo si riconduce un gruppo di dipinti compresi cronologicamente tra il ritratto del celebre capitano dell’armata veneta Sebastiano Venier ( 1576-1577) opera magistrale del Tintoretto e il ritratto di Giannandrea Rusteghello ( inizio XIX secolo ) opera del maestro veneziano omonimo.

Indagini tecniche. Una sezione specifica è dedicata ai principali risultati ottenuti dall’ampia campagna di indagini non invasive cui sono state sottoposte tutte le opere della Pinacoteca, così da definirne scientificamente la vicenda conservativa. Dalla macrofotografia alla riflettografia infrarossa, dalla spettrometria in riflettenza alla fluorescenza X caratteristica, le indagini svolte hanno offerto indispensabili indicazioni tecniche sui disegni preparatori impostati dagli artisti, sui pigmenti utilizzati e sulle ridipinture ottenendo così dati utili alla corretta attribuzione dei pezzi. Sito Internet