Il Monte Baldo è un massiccio montuoso compreso tra le province di Trento e Verona ed è caratterizzato da una notevole individualità geografica. È costituito da una dorsale parallela al Lago di Garda che si allunga per 40 km, tra il lago ad ovest e la Vallagarina ad est. A sud la dorsale è delimitata dalla piana di Caprino e a nord dalla valle di Loppio. Il monte Baldo raggiunge la sua altezza massima ai 2218 m di cima Valdritta, e la sua altezza minima ai 65 m sul lago di Garda. La catena del Baldo è formata da due settori distinti, il Monte Baldo vero e proprio, che da punta San Vigilio arriva a Bocca Navene (m 1430), e il monte Altissimo di Nago, che da Bocca Navene va fino alla sella di Loppio. Nella parte orientale, il massiccio presenta un altipiano ondulato, che comprende le valli di Spiazzi e Ferrara di Monte Baldo, e le laterali del Monte Altissimo: questo altipiano si mantiene ad un’altezza media di 1000 m e si affaccia sulla Val Lagarina, ove digrada spesso con imponenti strapiombi. Il versante occidentale, invece, scende abbastanza ripido verso il Garda, interrotto solo dagli stretti pianori di Prada, San Zeno e Albisano. Il monte Baldo presenta un clima dalle diverse caratteristiche a seconda del luogo e dell’altitudine, inoltre l’estate presenta un clima più vicino a quello prealpino – subalpino, mentre l’inverno un clima più tipicamente alpino, con le precipitazioni condensate in inverno e primavera. Se si parte dal livello del lago e si sale verso le cime, si notano facilmente le variazioni di clima e di vegetazione: salire sul Baldo è come fare un viaggio dalle regioni temperate a quelle artiche. Il versante sul lago di Garda vede temperature medie più alte rispetto al versante della Vallagarina, nonostante l’altezza simile, grazie all’influsso del lago, la cui aria calda risale attraverso le valli.
– COSA VEDERE SUL MONTE BALDO
Flora – Conosciuto in passato come «Hortus Europae», il Baldo fu visitato da illustri naturalisti e botanici. Gli studiosi oggi considerano il Baldo come un massiccio di rifugio per la flora e la fauna, poiché nel periodo delle glaciazioni, parte del monte emergeva come un’isola sui ghiacciai circostanti, conservando così alcune specie di animali e di piante che altrove scomparvero.
Fauna – Per quanto riguarda la fauna, il Baldo è assai ricco di microfauna: vi sono circa 960 specie di farfalle, di cui alcune conosciute solo su questo monte, e svariati tipi di coleotteri e d’insetti. Questa ricchezza è dovuta alla grande eterogeneità, discontinuità e marginalità della catena baldense; caratteristiche ambientali esaltate dall’isolamento glaciale del Quaternario. La fauna superiore, pur non molto rappresentata, annovera la pernice bianca, il gallo forcello e cedrone, la marmotta, l’aquila reale, il capriolo, il camoscio (da poco reintrodotto) e poi scoiattoli, lepri, volpi, ghiri, faine, tassi, caprioli ecc. Una discreta colonia di daini – circa 1250 – è presente nella riserva recintata dei Cervi, a San Zeno di Montagna. Comuni sono vari tipi di rapaci, come aquile, nibbi bruni, gheppi e astori, cornacchie, gracchi e una gran varietà d’uccelli e rettili. Una volta esistevano lupi e orsi, scomparsi nel 1800, mentre ora si possono incontrare con una certa frequenza vipere, poiane e gracchi corallini. Fin dall’epoca romana la zona del monte Baldo si è caratterizzata per una consistente pastorizia ovina e caprina, con forme di transumanza lungo percorsi tradizionali che dalla valle di Caprino risalivano le pendici del Baldo nei due versanti. Migliaia di pecore e capre provenienti dalla pianura veronese e mantovana e anche dalla valle dell’Adige si aggiungevano in estate alle numerose greggi che stanziavano sulle pendici baldensi. Nascono allora le tipiche malghe baldensi, dovute alla tradizionale maestria dei montanari e ad esigenze pratiche e funzionali, ma che inizialmente erano molto semplici, con un unico “logo del late” che trasforma e adatta i precedenti baiti dei pastori di pecore situati fra i 1000 e i 1600 metri. Sono edifici formati da un ovile a volto posto davanti o sormontato da più locali, costruiti con muri a secco e ricoperti di paglia e canne, che in seguito saranno trasformati in “casare”. Dopo la seconda guerra mondiale, a causa della crisi agricola e del conseguente spopolamento della montagna, la malga è entrata in crisi come struttura economica, ma ancora oggi molte malghe sono utilizzate dai malghesi ed ospitano in media 30-40 capi di bestiame (le “paghe”) costituendo un paesaggio unico sul monte Baldo, grazie al loro armonico inserimento nel più ampio contesto della montagna.
Orto Botanico di Novezzina – Nel comune di Ferrara di Monte Baldo, a 1232 m di quota sul versante orientale del massiccio, sorge l’Orto Botanico di Novezzina, creato nel 1989 dalla Comunità Montana del Baldo. L’Orto si estende per circa 20.000 mq, raccogliendo piante e fiori autoctoni del Baldo, coltivati e presentati per scopi didattici, di divulgazione, di conservazione e di ricerca scientifica. Nell’Orto Botanico sono raccolte più di mille specie autoctone del Monte Baldo, con esclusione di specie importate da altri ambienti. Sono stati ricreati microambienti ed ecosistemi simili il più possibile a quelli originari: dalle roccere al sotto bosco di faggio, dal pascolo alle zone umide della pozza. Si è cercato di ricostruire gli ambienti del Baldo in una superficie limitata, facilitando così al visitatore la conoscenza diretta delle specie, evitando di percorrere notevoli distanze e dislivelli per ritrovare queste piante. Una serie di cartelli e di leggii permette inoltre di riconoscere le principali associazioni vegetali ed un percorso didattico entra anche all’interno della faggeta circostante. Nell’Orto Botanico si possono osservare varie specie endemiche (sono quelle specie, sia della flora sia della fauna, sopravvissute isolate sul Monte Baldo durante il periodo delle glaciazioni, sopra il livello dei ghiacciai del Garda e dell’Adige, mentre altrove scomparivano a causa del ghiaccio), come la Campanula petraea e la Primula spectabilis, il Carex baldensis ed il Raponzolo di roccia, ma anche varie specie di orchidee ed altre, magari meno appariscenti ma non meno importanti. Tutte le specie presenti sono indicate da appositi cartellini recanti inciso il nome della famiglia, il genere, la specie ed il nome italiano.
Santuario della Madonna della Corona – Sempre a Ferrara di Monte Baldo, in località Spiazzi, è collocato il Santuario mariano “della Corona”, il più notevole della diocesi di Verona e costituisce meta spirituale per la comunità veronese, e per fedeli provenienti da varie zone d’Italia, nonché dall’Austria e dalla Germania. E’ situato su una specie di poggiolo che interrompe una parete rocciosa di oltre 500 metri e l’aspetto del luogo è un invito alla contemplazione e alla preghiera. Verso il 1530 fu costruita preso il Santuario una piccola cappella, che divenne subito meta di devoti pellegrinaggi. Molti pellegrini venivano ad impetrare grazie, di cui parecchie erano esaudite. I beneficiati offrivano in ringraziamento delle tavolette dipinte su cui erano raffigurati i pericoli scampati o le grazie ricevute. Dovevano esservene moltissime, ma ora ne rimangono solo un centinaio.
– COSA FARE SUL MONTE BALDO
Il Monte Baldo è una straordinaria palestra all’aria aperta con vista sul Lago di Garda, la pianura Padana, le prealpi venete e lombarde, ove gli sportivi, dai meno esperti ai più impegnati, possono esercitare il loro sport preferito. Costante per ogni itinerario è la bellezza del paesaggio e la splendida vista sul lago di Garda, l’altopiano di Brentonico – la Polsa, le prealpi venete. E’ sempre utile ricordare che il Monte Baldo è montagna alta e vera e pertanto scarpe ed abbigliamento devono essere adatti al luogo.
Trekking – 
Agli escursionisti si aprono decine di itinerari di tutte le difficoltà: dalla facile passeggiata che porta dalla stazione a monte della funivia Malcesine Monte Baldo, alla colma di Malcesine, alle più impegnative salite al monte Altissimo (ore 2.40), al Rifugio Telegrafo (ore 3.30), al Rifugio Bocca di Navene (ore 1.00) o le discese verso S. Michele (ore 2.00) e Prai (ore 0.45). La zona del Baldo è ricca d’itinerari per escursioni e camminate, ma anche di percorsi per gli amanti del trekking e gli appassionati del mountain bike.
Biking – Il Monte Baldo è considerato da molti un paradiso della mountain bike, tanto da meritarsi una fama internazionale ed attirare visitatori da tutta Europa. La nuova funivia Malcesine-Monte Baldo permette di portare con sè la propria bicicletta ed arrivati in alto, si aprono oltre 40 Km. di sentieri, mulattiere e strade che percorrono la montagna in lungo e in largo, fino a ritornare sulla riva del Lago di Garda.
Volo libero – Oltre alle passeggiate facili e all’alpinismo impegnativo il Monte Baldo è il luogo ideale per gli amanti del volo libero. Il volo del Monte Baldo ha due caratteristiche, la possibilità di decollare ad ovest e ad est. Decollando sul versante ovest si arriva sulla verticale del lago con oltre 1000 mt di quota con la possibilità di ammirare l’intero bacino del Garda. Questa caratteristica permette un volo in estrema sicurezza tanto che numerosissime scuole organizzano corsi SIV (simulazioni inconvenienti di volo), vengono eseguiti collaudi e omologazioni DHV di nuove vele tramite test pilot internazionali. La massima sicurezza è garantita indossando sempre il giubbotto salvagente obbligatorio ed un’imbarcazione disponibile presso il club per il recupero in acqua. Nel pomeriggio sul versante ovest è possibile fare dei voli di andata e ritorno direzione sud di 30-40 km. Il decollo sul versante est oltre alle stesse caratteristiche del volo da ovest e, vista la termica più generosa, permette di fare dei voli di distanza straordinaria in tutte le direzioni.
Rifugi – Il Monte Baldo offre numerosi Rifugi, ove è possibile dormire, o semplicemente rifocillarsi godendo dei piatti tipici proposti, che vanno dalla cucina veronese a quella trentina, tra cui canederli, polenta, formaggi, carne salada e fasòi.
Funivie – Sul Monte Baldo è possibile arrivare e spostarsi anche con funivie e seggiovie: la funivia Malcesine-Monte Baldo colpisce a prima vista per le avveniristiche forme delle sue stazioni: edifici dagli elementi architettonici nitidi, dove acciaio, alluminio, vetro e pietra si fondono esaltando la luminosità e trasparenza degli spazi interni e si inserisce armoniosamente nell’ambiente esterno. La novità più importante della funiva Lago di Garda Malcesine, che lo rende unico al mondo, è rappresentata dalla cabina del secondo tronco che ruota su sè stessa, offrendo ai passeggeri una visione a 360° e la sensazione di volare. Pochi minuti di cammino separano la funivia Malcesine Monte Baldo dalla seggiovia di Prà Alpesina che scende fino alle malghe ove si possono gustare le specialità di formaggi e salumi prodotti sul posto. Le Funivie del Garda partono invece da Prada: un’amena stazione turistica situata sulla spettacolare terrazza del Monte Baldo, a circa 1000 metri sul livello del mare, che si specchia sul Lago di Garda, e si espande sul territorio di due Comuni: San Zeno di Montagna e Brenzone. E’ costituito da una cabinovia biposto aperta (cestovia) e da una seggiovia monoposto. La lunghezza complessiva degli impianti è di oltre 3 chilometri per raggiungere 1.550 metri sul livello del mare con la prima tratta e oltre 1.800 metri s.l.m. con la seconda. Alla stazione di monte della cabinovia il “Baito Turri” (già Rifugio Mondini) accoglie con la sua ampia sala ed un esteso “solarium” i visitatori offrendo i piatti tipici del Monte Baldo. Alla stazione di monte della seggiovia il rifugio Fiori del Baldo offre, accanto a panorami mozzafiato a 1850 metri d’altezza sul Lago, una straordinaria ospitalità. Dalle due stazioni di monte si dipartono sentieri su tutto il Monte Baldo.