«Una città in forma di Palazzo»: questa felice sintesi di Baldassarre Castiglioni rende al meglio l’idea del fascino e delle suggestioni di cui Mantova è capace. Piccola e ben disegnata, Mantova è innanzi tutto un’originale miscellanea di storia e arte. La città si impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d’ arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime: basta citare Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, per evocare numerosissimi altri artisti, pittori, urbanisti che accrebbero la sua indiscussa dignità culturale. Ciascuno di essi ha lasciato una traccia indelebile che il visitatore potrà ammirare non senza stupore. Città antichissima che affonda le sue origini nell’età etrusca, Mantova raggiunse il suo splendore in età comunale e soprattutto durante la lunga dominazione della signoria dei Gonzaga (1328-1707). Al periodo comunale e al breve periodo di signoria dei Bonacolsi risalgono alcune importanti opere quali il palazzo Bonacolsi, il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione e le chiese di San Lorenzo (la “Rotonda”) e del Gradaro. Simbolo della signoria gonzaghesca è il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d’Italia che racchiude in sè circa 500 tra sale e stanze con numerose piazze, cortili e giardini. Tra vicoli e portici, il cuore antico di Mantova si scopre passeggiando sui suoi ciottoli nelle piazze Broletto e delle Erbe animate dai mercati, tra i profili degli antichi palazzi del Podestà e della Ragione che si ergono al fianco del battistero di San Lorenzo e della basilica di Sant’Andrea. Pochi passi tra scorci e angoli suggestivi e si arriva al Teatro Bibiena, splendido gioiello settecentesco.
STORIA
Tradizione vuole che la città sia stata fondata dagli Etruschi nel VI° secolo a.C. Dell’età romana si hanno varie documentazioni letterarie e quelle delle Centuriazioni (Anche le terre di Virgilio furono assegnate a coloni romani – 41a.C-). Rarissimi cenni si hanno sulla città fino al X secolo. Venne conquistata da Alarico re dei Visigoti (401); probabilmente assoggettata da: Attila (452), Teodorico re degli Ostrogoti (489) e conquistata da Agilulfo re dei Longobardi (603). Storia certa è che già intorno all’anno 1000, durante la dominazione dei Canossa, vi fosse un nucleo abitativo principale localizzato nell’attuale Piazza Sordello. Le opere idrauliche dell’architetto Alberto Pitentino nel 1198, modificarono il percorso del Mincio relegando le acque, prima libere, in quattro laghi intorno la città. Ciò permise nuovi insediamenti abitativi. Durante il periodo Comunale furono ulteriormente allargati i confini della città, sorsero chiese e palazzi, l’abitato si estese. Risalgono a questo periodo, il Palazzo del Podestà (1227) in Piazza Broletto, il Palazzo della Ragione (1250) e l’ampliamento della chiesa del Gradaro (1256). Disgregatosi il governo Comunale, assunse il potere la Famiglia Bonacolsi (1272). Fecero costruire il Palazzo dei Capitani sul lato destro del Duomo, la Domus Magna, una serie di edifici merlati con la celebre Torre, successivamente chiamata della ” Gabbia”, che caratterizzano oggi Piazza Sordello nel lato sinistro; la chiesa di S. Francesco (1303-4), (ricostruita dopo i gravi danni subiti da un bombardamento nel 1945). Nell’agosto del 1328 con l’aiuto del Signore di Verona Cangrande della Scala, Luigi Gonzaga prese il potere. Nei tre secoli seguenti (1328-1628), Mantova assunse sempre maggiore importanza quale corte europea, con una continua ascesa nei valori artistici, culturali, di fede e militari. Lavorarono per i Gonzaga artisti quali Pisanello, Mantegna, Perugino, Correggio, Leon Battista Alberti, Luca Fancelli, Giulio Romano, G.B.Bertani, Viani, Rubens, Fetti. Moltissime le opere dei grandi artisti rinascimentali entrate nelle collezioni dei Duchi. La città fu abbellita con la costruzione di nuove Chiese ( S. Andrea – S. Sebastiano – S. Barbara – S. Orsola – S. Maurizio), palazzi ( Il Castello- Domus Nova – torre dell’Orologio), la stessa reggia seguiva l’espandersi dell’importanza della famiglia Gonzaga con la costruzione di nuovi ambienti e dimore fuori città ( Palazzo Te -1525-35, la ” Palazzina di Caccia 1592-95 ” -” Villa della Favorita” 1616-24). Le famiglie nobili contribuirono allo sviluppo della città costruendo o ammodernando i palazzi. Nel 1630 dopo dieci mesi d’assedio la città capitola ed ha inizio il “Sacco” dei Lanzichenecchi. Il duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers viene dichiarato decaduto e il ducato di Mantova passò alla dipendenza diretta degli Asburgo. La dominazione austriaca fu caratterizzata dal 1766 dalla politica ecclesiastica detta “giuseppinismo”, su impulso dell’imperatore Giuseppe II, figlio di Maria Teresa d’Austria; furono tolte immunità e privilegi e ci furono soppressione di ordini religiosi che si erano stabiliti a Mantova nei secoli precedenti. Tale politica fu la causa della chiusura di numerosi monasteri e conventi. Contemporaneamente Maria Teresa d’Austria diede impulso all’istruzione pubblica, istituendo la scuola primaria obbligatoria e fondando a Mantova nel 1768 la “Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere” che avrebbe mutato il proprio nome in Accademia Virgiliana nel periodo di governo francese. Il primo periodo di dominazione austriaca si concluse con l’occupazione delle truppe di Napoleone Bonaparte, a seguito di un lungo assedio nel 1797. Il trattato di Campoformio decretò che Mantova fosse annessa alla neonata Repubblica Cisalpina ma quando ripresero le ostilità, gli austriaci riconquistarono la città il 28 luglio 1799. Con il Congresso di Vienna del 1815 gli austriaci ripresero possesso di Mantova e ne fecero uno dei capisaldi del quadrilatero difensivo costituito dalle altre tre piazzeforti di Peschiera, Verona, Legnago. Mantova divenne, per la sua posizione strategica, protagonista del Risorgimento italiano. La città, di fatto, divenne un’enorme caserma dove erano acquartierati ben 10.000 soldati provenienti dalle diverse nazioni inglobate nell’impero d’Austria. Il territorio della Provincia di Mantova fu investito dal conflitto tra franco-piemontesi e austriaci anche durante la Seconda Guerra di Indipendenza (1859). Nel 1866, successivamente alla Terza Guerra di Indipendenza e al Plebiscito del 21 e 22 ottobre, Mantova, assieme al Veneto e al Friuli, entra a far parte del Regno d’Italia.
COSA VEDERE
Palazzo Te – Lo splendido gioiello cinquecentesco di Palazzo Te è opera geniale di Giulio Romano. Misterioso anche nell’etimologia, il “Palazzo dei lucidi inganni” esplode di immagini e di colori nei racconti mitologici che si snodano nelle sale di Amore e Psiche e dei Giganti. Fu progettato nel 1525 da Giulio Romano per gli ozi e gli svaghi del marchese Federico II Gonzaga. Sorgeva al centro di un’isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago: misterioso, ingannevole, ricco di simboli e di miti celebra i temi della natura, dell’amore e della politica attraverso le iconografie dipinte nelle splendide sale affrescate. Palazzo Te venne utilizzato spesso dalla famiglia Gonzaga come luogo atto ad accogliere e onorare gli ospiti illustri, come dimostrano le visite dell’imperatore Carlo V che soggiorna al Te in due occasioni, nel 1530 e nel 1532, mentre Enrico III re di Francia vi è ricevuto nel 1574. Gli ambienti monumentali si trovano al pianterreno e sono facilmente accessibili anche ai disabili. Tra i più noti: la Sala dei Cavalli, ove sono ritratti a grandezza naturale i destrieri prediletti del principe; la Camera di Amore e Psiche, illustrata da numerosi episodi della storia del dio Amore e della sua amata principessa terrena, ispirati alla narrazione di Apuleio; la Camera dei Giganti, entro la quale lo spettatore viene coinvolto nella tragica rovina dei Giganti, crudelmente puniti per aver voluto scalare l’Olimpo e attentare al trono di Giove. In un luogo appartato del complesso, si apre l’Appartamento del Giardino Segreto, detto anche della Grotta, luogo privato di contemplazione e di riposo, ornato da dipinti e rilievi allusivi alla cultura e alle virtù del mondo classico.
Palazzo Ducale – L’imponente reggia che domina Piazza Sordello è Palazzo Ducale, la reggia che ha ospitato nel corso dei secoli le famiglie che hanno governato la città di Mantova e i suoi territori. Un palazzo che racconta la ricchezza e i fasti vissuti dalla città dei tre laghi. Il Palazzo Ducale si compone di più edifici costruiti in epoche diverse e collegati fra loro nel corso del tempo prima dalla famiglia Bonacolsi e poi dai Gonzaga. Il Palazzo Ducale è quindi un susseguirsi di stanze, corridoi, studioli, giardini pensili, scaloni, gallerie, salette, cortili. Il Palazzo Ducale rappresenta l’immagine di ricchezza, arte, potenza che il visitatore ricava percorrendo spazi aggregati nel corso di quattro secoli, fino a costituire una città nella città con i suoi 34.000 metri quadrati di estensione, 500 stanze, 15 tra giardini, piazze e cortili. Quando i Gonzaga scalzarono i Bonacolsi, si impossessarono di questi edifici e nel corso del tempo li modificarono aggiungendo sempre nuovi corpi di fabbrica con logge, maestose scale, gallerie, cortili pensili collegandoli tutti fra loro, sotto la direzione di geniali architetti come Fancelli, Giulio Romano, Bertani, Viani, in un’unica grandiosa reggia. Parte integrante del Palazzo è anche il Castello di San Giorgio possente opera di fortificazione realizzata da Bartolino da Navara sul finire del XIV secolo a imitazione di quello degli Este a Ferrara che durante la dominazione austriaca divenne prigione dove vi furono rinchiusi, tra tanti altri, i martiri di Belfiore, Ciro Menotti, Tito Speri e Felice Orsini. Da queste sale i Gonzaga esercitarono il potere, vissero i fasti di una reggenza invidiata e rispettata, videro la decadenza lenta e inesorabile, subirono la fine sotto i colpi della storia. La visita al labirintico palazzo può avvenire seguendo diversi percorsi a secondo degli interessi e del tempo a disposizione. Alcuni punti che non dovrebbero sfuggire allo sguardo del visitatore sono: l’appartamento degli Arazzi dove sono sistemati nove preziosi arazzi tessuti in Fiandra su cartoni di Raffaello raffiguranti gli Atti degli Apostoli, l’appartamento e il raffinato studiolo di Isabella d’Este. Lo sguardo dovrà necessariamente soffermarsi su due fra i cicli pittorici più famosi della storia dell’arte italiana. Quello del Pisanello costituito da grandiose sinopie e affreschi a tema cavalleresco, scene di un cruento torneo realizzato con raffinata fattura e straordinaria forza drammatica, rappresentazione di un mondo medievale ormai al tramonto. Quello di Andrea Mantegna, chiamato a Mantova nel 1460 dal marchese Ludovico e vissuto nella città virgiliana fino alla morte, avvenuta nel 1506. Proprio a Mantova Andrea Mantegna realizzò la sua opera più geniale, la Camera Picta o Camera degli Sposi. Altri ambienti di notevole interesse sono: l’appartamento dei nani, la Rustica di Giulio Romano, la Chiesa di S. Barbara del Bertani, il Cortile della Cavallerizza, la Sala di Manto, la Galleria degli Specchi, la Sala dello Zodiaco, la Sala del Labirinto, il Giardino Pensile.
Basilica di Sant’Andrea – Progettata da Leon Battista Alberti, la Basilica di Sant’Andrea fu edificata a partire dal 1472 e conclusa 328 anni dopo con la costruzione della cupola su disegni di Filippo Juvarra. Nella cripta è custodita all’interno dei Sacri Vasi la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo portato a Mantova dal centurione romano Longino. In una delle cappelle è conservato il monumento funebre di Andrea Mantegna, sovrastato dall’effigie in bronzo del pittore della corte dei Gonzaga.
Cattedrale di San Pietro – Dedicato a San Pietro, l’attuale Duomo in stile romanico con aggiunte gotiche, fu costruito tra il 1395 e il 1401 dopo che un incendio, secoli prima, aveva distrutto un precedente tempio paleocristiano. Fu ristrutturato nel 1545 da Giulio Romano, che lasciò intatta la facciata ma modificò le forme, ispirandosi alle basiliche paleocristiane. L’attuale facciata, in marmo di Carrara, risale al 1761. Il fianco presenta inserti gotici come rosoni, cuspidi e pinnacoli, resti dell’antica facciata. All’interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di sibille e profeti risalenti al Cinquecento. Sotto l’altare maggiore è conservato il corpo incorrotto di Sant’Anselmo da Baggio patrono della città. La Cattedrale, ubicata nella monumentale piazza Sordello, è la sede vescovile di Mantova.