Manerba del Garda sorge nel golfo tra la Punta Belvedere e la Punta Portese, sulla costa ovest del Lago di Garda. Manerba del Garda è uno dei più interessanti comuni della Valtenesi e come tutta la Valtenesi, è caratterizzata da colline verdeggianti, coltivate a oliveti e vigneti, che rendono il panorama estremamente piacevole, ed è in grado di offrire una vacanza ricca di opportunità: molti gli itinerari storici, artistici, archeologici, naturalistici, enogastronomici, le piste ciclabili, e gli spazi per il divertimento ed il relax. Tra le bellezze naturali di Manerba ci sono di certo le numerose spiagge che per quasi 12 kilometri offrono una straordinaria varietà di percorsi con sempre nuove prospettive verso il lago, i monti e i campi erbosi. Secondo alcune leggende, con un fondo di verità storica, Manerba del Garda sarebbe stata la sede di un tempio dedicato alla dea Minerva, da cui Manerbas, che doveva sorgere a picco sul lago. Manerba propone una ricca proposta di alloggi, dagli hotels agli appartamenti, dagli agriturismi ai bed and breakfast e soprattutto ai numerosi campeggi, quasi tutti dotati di una propria spiaggia.
COSA VEDERE A MANERBA DEL GARDA
Manerba è assai ricca di attrazioni turistiche, tra le più celebri sicuramente il Parco Archeologico Naturalistico della Rocca, autentico giardino botanico naturale che vanta 400 tipi di vegetazione, comprese le 21 specie di orchidee tra le quali anche esemplari decisamente rari, e l’Isola di San Biagio, più comunemente conosciuta come Isola dei Conigli. La sua Rocca, dominando il basso lago, offre uno scenario unico sulGolfo di Manerba, da cui ammirare uno dei paesaggi più suggestivi del Lago di Garda. La Rocca è uno dei più importanti castelli del territorio bresciano nel periodo medievale. E’ possibile osservare per intero le fondamenta che nel 1573 fu distrutto per ordine del Provveditore Veneto, poiché era diventata sede di banditi. E’ stato istituito un Museo Archeologico della Valtenesi che ospita anche reperti provenienti da altri scavi attuati sul territorio, a testimonianza di insediamenti umani dal tardo periodo neolitico. Il percorso espositivo si sviluppa infatti su due livelli e valorizza contestualmente le realtà archeologiche e gli aspetti paesaggistici e naturalistici del territorio di Manerba, sottolineando come il Parco della Rocca sia di fatto l’originale Museo, mentre il Centro Visitatori ne costituisca l’ingresso e il luogo di approfondimento delle sue peculiarità. Al visitatore viene così fornita una panoramica completa delle molteplici congiunture storiche che hanno interessato il territorio oggetto di studio; si passa infatti dai resti di un insediamento del periodo Neolitico un tempo presente sulle pendici della Rocca, ai materiali appartenenti alla necropoli costruita in località Sasso risalente all’età del Rame, fino ai resti di domus romane rinvenuti ai piedi della Rocca e nei pressi della pieve di Santa Maria. Il museo, presso il quale si possono seguire molteplici percorsi esplicativi, è arricchito inoltre anche dalla presenza di fibulae, spilloni in bronzo della prima età del Ferro, lacerti di manufatti di origine medievale che ne completano il programma espositivo e ne arricchiscono le sezioni. Laboratori didattici, audioguide e visite guidate lungo i suggestivi sentieri del Parco completano l’offerta dei servizi a disposizione dei graditi ospiti. Numerose e suggestive sono le chiese, sparse sul territorio, ricche di affreschi, a testimonianza di una secolare tradizione religiosa e artistica. La Pieve di Santa Maria a Manerba è un edificio importante sotto più punti di vista. Essa infatti svolgeva la funzione dicapopieve, avendo sotto la sua giurisdizione anche gli edifici ecclesiastici diSan Fermo a San Felice, San Michele di Puegnago del Garda, San Pietro a Polpenazze del Garda, San Michele di Soiano del Lago, San Martino a Moniga del Garda e quello di San Giovanni a Portese. da un punto di vista architettonico la pieve sorge su un’area in cui sono state ritrovate testimonianze di insediamenti romani e altomedievali che fanno pensare ad una sorta di continuum fra il centro battesimale e i preesistenti nuclei abitativi. La dedicazione a Santa Maria richiama un’origine intorno al VI-VII secolo e la leggenda legata al pievano Ermoaldo (che per dimostrare la sua santità cammina sulle acque del lago), collocabile intorno al VII secolo, ipotizzano una piena funzionalità della chiesa nel medioevo, confermata nel 1145 dalla Bolla di papa Eugenio II, che riconsoce la dipendenza dal vescovo di Verona. Chiesetta di San Sivino – Posta sul promontorio di San Sivino, uno sperone roccioso prospiciente la riva del lago, ha un’unica navata con prospetto a capanna. L’interno è suddiviso in campate da archi a tutto sesto che reggono un tetto a vista. Nella parete esterna, verso sud, è murata la “pietra del patto del diavolo” cui è legata una curiosa leggenda. Chiesa Parrocchiale – Edificata in pieno Settecento in stile barocco, la parrocchiale di Manerba è intitolata all’assunzione della Vergine. La bianca facciata presenta un’elegante e complessa articolazione. L’interno è armonioso, molto luminoso e riccamente decorato, secondo gli stilemi tipici del barocco tesi all’accentuazione dell’effetto scenico e della teatralità. Chiesa di Santa Caterina – Citata già nel 1454 in occasione della visita pastorale del vescovo Ermolao Barbaro, la piccola chiesa dedicata al culto di Santa Caterina si trova nella frazione di Gardoncino a Manerba. L’impianto dell’edificio è sicuramente romanico, anche se alcuni interventi sono ascrivibili al periodo rinascimentale. La facciata è a capanna, con due finestrelle che si aprono sui lati aperte nel XVI secolo, e un bel rosone in cotto decorato al centro da una raggiera che forma dei motivi ovulari.
COSA FARE A MANERBA DEL GARDA
Manerba offre una vacanza ricca di opportunità: molti gli itinerari storici, artistici, archeologici, naturalistici, enogastronomici, le piste ciclabili, e i ritrovi per il divertimento ed il relax. A Manerba è possibile praticare molti sport acquatici, oltre che la mountain bike sulle splendide strade della Valtenesi. Sotto la rocca si trovano splendide insenature con piccole spiagge e una sottile penisola dalla quale si può raggiungere a piedi l’isolotto di San Biagio, conosciuta come l’isola dei conigli, un piccolo paradiso verde ed ombreggiato e circondato da rocce da dove ci si può tuffare nelle limpide acque del lago di Garda. Splendida è anche la zona del Sasso, area sottostante la Rocca, esposta al vento e interrotta da una scogliera a strapiombo sul lago, con un salto di 150 metri. Manerba del Garda vanta oltre 10 km di coste, con circa 10 km di spiagge. La Spiaggia della Romantica è la più grande e più conosciuta di Manerba, ma non da meno sono quelle di Pisenze, Sasso, Dusano e San Sivino. Ognuna con la proprie particolarità, le spiagge di Manerba sono tra le più frequentate del Lago di Garda grazie all’ottima esposizione che permette loro di godere del sole per quasi tutta la giornata. Le spiagge di ciottoli di Manerba circondano la Rocca e danno vita a splendidi percorsi per passeggiate e gite in bicicletta in cui da un lato si ha il panorama dell’azzurro lago e dei paese all’orizzonte e dall’altro il verde dei prati e dei campi. Le spiagge sono ben attrezzate e vi si possono noleggiare pedalò e tavole da Windsurf. Bar, ristoranti, pedalò e canoe a noleggio, lettini, ombrelloni, cabine e docce fanno della spiaggia un vero luogo di svago e divertimento. Numerosi sono i locali che come tradizione valorizzano la genuinità e la qualità di prodotti semplici quali l’olio, il vino D.O.C., il Chiaretto, il Rosso ed il Rosso Superiore, il pesce di lago, gli ortaggi, il tartufo e il miele. Manerba del Garda è sempre in fermento nell’organizzazione di diverse manifestazioni tradizionali ed internazionali quali il carnevale, il festival internazionale di musica classica “Armonie sotto la Rocca”, il mercatino dei prodotti tipici, le manifestazioni sportive e gli appuntamenti legati all’enogastronomia che si tengono nel periodo primaverile estivo ed autunnale, dedicate in gran parte alla produzione enogastronomica della Valtenesi, quale la sagra del coregone.