Lonato del Garda si adagia sulle colline moreniche, cinque chilometri dal Lago di Garda, con il suo indistinguibile profilo, contrassegnato dalla cinquecentesca Torre civica, dalla settecentesca cupola della Basilica e dall’imponente Rocca Viscontea, testimonianza superba del lungo periodo di dominio della Repubblica di Venezia, sede del Museo civico Ornitologico e sede anche della Fondazione Ugo da Como, casa museo tra le meglio conservate in Italia. Terra ricca di storia, cultura, tradizioni, Lonato e il suo territorio si offrono al turista che cerca luoghi nuovi, suggestioni, emozioni a diretto contatto con la natura. La deliziosa località si rivela adatta per soggiorni sul lago ed offre risposta ad interessi di ogni genere con la sua bella spiaggia, buona accoglienza eccellente cucina e moderni impianti sportivi e di divertimento.
STORIA
Tracce di insediamenti romani esistono nelle località Monte Mario e Pozze. Qui si stabilirono, su palafitte, i primi insediamenti uma­ni risalenti all’età del bronzo (1800 anni a.c.). Tale presenza è documentata dai reperti ritrovati nella zona Polada­ Lavagnone e Palude Lunga, nel corso di alcune campagne di scavi. Il paese, distrutto nel 909 dagli Ungari come risulta dal diploma dell’imperato­re Berengario, venne ricostruito e fortifi­cato. Tanti e diversi furono i “tutori” o padroni che in epoca storica, a turno e a più riprese, si palleggiarono il possesso di Lonato e lo sfruttarono, prima in quanto territorio compreso nel Municipium di Verona, poi come borgo fortificato o fortezza. Nel 1516 il territorio di Lonato passò sotto la Repubblica di Venezia. Nel 1527 morì a Maguzzano il cardinale Scaramuccia Trivulzio, vescovo della Diocesi di Como. Nel 1796 Napoleone Bonaparte entrava vittorioso in Lonato dopo aver battuto gli austriaci del Feldmaresciallo Würmser nella battaglia di Castiglione. Con la vittoria dei franco-piemontesi sugli austriaci a Madonna della Scoperta nel giugno del 1859 il paese entrò a far parte del Regno d’Italia.
COSA VEDERE A LONATO DEL GARDA
Rocca Viscontea: La Rocca Visconteo-Veneta fu innalzata probabilmente intorno all’anno mille, quando in tutta la regione si erigevano fortificazioni contro le invasioni barbariche, fu radicalmente ristrutturata dai Visconti, signori di Milano, nel secoli XIV e XV. Passata, assieme alla città, sotto la dominazione dei Gonzaga di Mantova nel 1426 e poi della Repubblica di Venezia dal 1441 fino al 1797 (tranne il breve periodo in cui tornarono i Gonzaga), la rocca fu venduta nel 1827 dal demanio austriaco a privati che ne demolirono le caserme e trasformarono la superficie sia interna che esterna in terreni coltivabili. Dichiarata monumento nazionale nel 1912 e acquistata nel 1920 dal senatore Ugo Da Como, dal 1996 ospita una sale per convegni e conferenze e il Museo civico ornitologico. La collezione di uccelli impagliati “Gustavo Adolfo Carlotto” è una delle più importanti d’Italia ed è stata riunita nei primi del ‘900. E’ composta da circa 700 esemplari ottimamente conservati, che presentano in maniera pressoché completa l’avifauna italiana. Gli esemplari sono raggruppati in dodici grandi vetrine secondo gli ambienti di appartenenza della specie.
Basilica Minore: esempio mirabile di architettura barocca, la Basilica Minore fu costruita su progetto dell’architetto lonatese Paolo Soratini. Notevoli la cupola aerea e la facciata decorata con elementi marmorei. L’attuale chiesa è la terza ricostruzione, nel medesimo luogo e nel 1980 ricevette dal Papa Giovanni Paolo II il titolo di Basilica Minore con gli annessi privilegi. E’ arricchita all’interno da decorazioni ad affresco, stucchi e pale d’altare d’autori veneti, tra cui Balestra, Cignaroli e Licino.
Torre Civica: eretta nel 1555 la Torre Civica si erge sopra la città con la sua merlatura che risale però al XIX secolo. Ospitò il carcere maschile cittadino durante il dominio veneto. E’ dotata di tre campane intitolate ai Santi del borgo. L’orologio originale fu sostituito nel 1793 dall’attuale di cui si può ammirare dall’interno il meccanismo.
Colonna Veneta: situata nella piazza principale, la Colonna Veneta è sormontata dal leone di San Marco a testimonianza del lungo periodo di governo veneto sulla città, iniziato nel 1441 e terminato nel 1796, con qualche intervallo.
Fondazione Ugo da Como e Casa del Podestà: la Casa del Podestà che ospita la Fondazione Ugo da Como è una della case museo italiane tra le meglio conservate e fu abitata sino al 1941 dal senatore bresciano Ugo Da Como che istituì l’omonima Fondazione dopo aver acquistato l’edificio, di origine quattrocentesca, nel 1906, commissionandone il restauro all’architetto Antonio Tagliaferri che la ridisegnò in forme neogotiche facendone il contenitore ideale entro cui poter raccogliere memorie legate al territorio lonatese e alla storia bresciana e creando al contempo un centro culturale che potesse sopravvivergli. I lavori, terminati nel 1909, riportarono l’antica dimora dei podestà veneti ad una condizione “originaria” . Le pareti esterne si arricchirono di suggestive decorazioni, di una grande quantità di stemmi nobiliari, bassorilievi in marmo e terracotta. Le vaste sale interne furono impreziosite da soffitti intagliati, monumentali camini e da alcuni affreschi posti su tela. La casa si completò con dipinti, mobili, sculture ed innumerevoli oggetti provenienti dai maggiori antiquari italiani. Il senatore non solo uomo politico, ma anche storico e studioso costituì a Lonato una Biblioteca ricchissima, di oltre 50.000 volumi tra cui rari esemplari del secolo XII, quattrocento incunaboli e manoscritti. Di notevole importanza si segnalano le lettere di Ugo Foscolo alla contessa Marzia Martinengo, scritte dal poeta durante il suo soggiorno bresciano. Tra le rarità della Biblioteca spicca la prima edizione (1807) dei Sepolcri con dedica autografa dell’autore alla nobildonna e l’edizione ottocentesca a stampa “più piccola del mondo” si tratta di una lettera di Galileo Galilei.
Fornaci Romane: a sud di Lonato, lungo la via per Castiglione delle Stiviere, su un dolce pendio che ancora mostra le tracce dell’antico impaludamento, si trova il sito “Fornace dei Gorghi”, dove recentemente sono state rinvenute sei fornaci romane. Una di queste, a pianta circolare, restaurata e musealizzata, è costituita da una camera di combustione realizzata con la tecnica detta “a sacco” in gettate di ciottoli legati da malta. Esse sembrano testimoniare la presenza di un complesso artigianale importante, risalente al I-II secolo d.C.
Abbazia di Maguzzano: la fama internazionale del convento di Maguzzano è anche legata al nome di un originale padre benedettino, Teofilo Folengo, autonominatosi “Merlin Coccai”, autore di opere in latino sia classico sia maccheronico. Il convento di Maguzzano rimase di proprietà del Cenobio di San Benedetto fino al 1796, quando Napoleone Bonaparte ne decretò la fine. Soppresso il Convento, Napoleone ne cedette i fabbricati ed i possedimenti al Governo Provvisorio bresciano, il quale nell’anno seguente vendette tutto al sig. Paolo Tenchetta di Lonato, partigiano di Napoleone. Dopo vari trapassi, tutti i beni del convento di Maguzzano diventarono di proprietà di alcuni monaci Cistercensi, ossia trappisti, provenienti dall’Algeria, i quali rimisero in luce nella vecchia Chiesa che ora serve da Parrocchiale, le belle decorazioni policrome eseguite sulle volte e sulle pareti nei primi anni del XVI° sec. sotto la direzione, forse, di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto: quelle decorazioni si trovavano sotto uno strato di calce probabilmente sovrappostovi nel 1700, dopo l’infierire della peste. Fra i sacri arredi dei quali era dotata la Chiesa, resta notevole una croce di rame dorato con figure simboliche e la grande pala del Moretto (o della sua scuola), l’Assunzione, che decora l’Altare Maggiore.
Castello di Drugolo: la costruzione del castello di Drugolo risale a prima del Mille e probabilmente è di origine longobarda, all’inizio era un antico convento. Il castello di Drugolo ebbe come primo proprietario storico un certo Rataldo Averoldo al quale, secondo lo storico Cenedella, fu donato nel 962 da Ottone I di Germania, incoronato Imperatore dell’Impero Romano d’occidente. Il castello, di pianta quadrata, ha un ponte levatoio e merlature ghibelline ed è tuttora abitato dai proprietari, pertanto non visitabile. Tuttavia dalla passeggiata che costeggia il maniero, è possibile ammirarlo in tutta la sua grandiosa eleganza. Oltre il piazzale sorge una cappella gentilizia del XVIII° secolo conosciuta come la Chiesetta dei Morti della Selva, facente parte del complesso medievale di Drugolo. La chiesa sorge sui resti di un lazzaretto del Quattrocento, contiene numerosi ex-voto e una croce a ricordo di alcune fanciulle che morirono per sfuggire alle insidie dei francesi.
COSA FARE A LONATO DEL GARDA
Lonato del Garda dispone di una piccola spiaggia che tutti chiamano Lido di Lonato, con bar, ristorante, pedalò, canoe a noleggio, lettini, ombrelloni, cabine e docce che ne fanno un vero salotto. La zona delle Colline Moreniche e del basso lago di Garda è caratterizzata da un grande patrimonio naturale, storico, culturale ed enogastronomico. Percorsi ciclo-turistici si snodano nel territorio, caratterizzato dai dolci pendii delle colline, dove la vista spazia fino al lago e dove domina il verde dei vigneti e degli ulivi. A Lonato, sulla strada per Castiglione, c’è il famoso Centro Commerciale “Il Leone“, che dispone di 120 negozi, un ipermercato, parrucchieri, bars e ristoranti; poco dopo vi è anche una multisala dedicata al cinema, la Multisala King, che dispone di 1284 posti suddivisi in 5 sale Per gli appassionati di tiro a volo, a Lonato c’è il Trap Concaverde, unico impianto in Italia ed in Europa a disporre di 12 campi di Tiro, aperti tutto l’anno, e una delle società tiravolistiche più importanti riconosciuta a livello mondiale. In tutta la stagione, Trap Concaverde organizza gare ogni sabato e domenica. Poco distante dai campi di tiro, Lonato dispone di un’altro importante impianto sportivo, il South Garda Karting, il cui circuito, con una lunghezza di 1010 m., una larghezza media di 9 m. e tribune che possono ospitare fino a 2000 persone è uno dei più importanti kartodromi a livello internazionale. Omologato CIK FIA, progettato per assicurare forti emozioni, è stato recentemente rinnovato per dare il massimo del divertimento e dell’adrenalina a tutti i piloti. Oltre alle gare ufficiali, il circuito offre la possibilità ai piloti inesperti di conoscere il mondo del kart attraverso il noleggio di kart per adulti e bambini e kart a due posti. Questa zona del Garda offre molti locali notturni, dancing e discoteche più alla moda con i D.J. più famosi d’Italia.