Stazione termale famosa nel mondo, Levico Terme ha molto da offrire, dai laghi di Levico e Caldonazzo fino alle piste di Panarotta e Rivetta. Il fiore all’occhiello di Levico sono le terme, con le sue acque arsenicali-ferruginose uniche in Italia e note a tutta la medicina per la loro alta concentrazione di sali di ferro e di arsenico. Ai piedi della cittadina il lago di Levico è come un fiordo ideale per la pesca, per nuotare e per remare in barca. Alle sue spalle, a quota 1.500 metri, sorge Vetriolo: circondata da abeti è vicino alla sorgente delle acque termali. Tra benessere termale e clima tanto sport all’aria aperta, divertimento e wellness, Levico Terme offre ai suoi ospiti escursioni alla scoperta di castelli e biotopi; non manca l’artigianato tipico, e tanti luoghi e curiosità da non perdere, come il Parco Asburgico delle Terme, il Lago di Levico, la chiesetta di San Biagio, Castel Selva (ruderi), il Forte Busa Verle. Più in alto troviamo la Panarotta, montagna che rappresenta la porta occidentale del Lagorai: montagne, laghetti alpini, baite, natura intatta per splendide giornate di cammino in quota, escursioni in mountain bike e per la pratica del volo libero. A Levico esiste una fermata della ferrovia della Valsugana, che collega Trento a Venezia. Inolte la Strada statale 47 della Valsugana attraversa la città e mette in collegamento Trento con Padova. Sempre a Levico partono la strada provinciale SP 228 e la SP 1.
COSA VEDERE A LEVICO TERME
Da visitare la chiesa parrocchiale del Redentore, grandiosa costruzione in stile negromantico; la chiesetta di S. Biagio; il Parco Asburgico delle Terme, vero e proprio arboreto dotato di una fitta rete di passeggiate e ricco di essenze pregiate. Levico Terme comprende il parco storico più grande della provincia di Trento, nel quale si possono trovare 76 specie di alberi e un totale di 125 specie arbustive, per un totale di oltre 550 piante[7]. Un’oasi naturale, tranquilla e piacevole da visitare. Ha una superficie di 131.669,47 m², di cui 107.301,93 m² di superficie a verde pubblico, è stato inaugurato nel 1905, ed è sede di manifestazioni quali Ortinparco sul tema dell’orticoltura e dei giardini l’ultima settimana di aprile, ed il suggestivo Mercatino di Natale di Levico, aperto da fine novembre all’Epifania, nonché un perfetto luogo di relax e di divertimento per i bambini, che trovano un ambiente molto curato. In origine il parco era prettamente primaverile, ma il Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Trento che gestisce il parco ha inserito molte note di colore in tutte le stagioni dell’anno, compreso l’inverno con le numerose conifere. Parco della memoria – Dal maggio 2005 esiste a Levico Terme, nel giardino dell’ex Ospedale, un giardino dedicato ai Giusti che si sono opposti ai genocidi e ai crimini contro l’umanità in tutto il mondo. Il primo Giusto a essere commemorato è stato Giorgio Perlasca che, fingendosi diplomatico spagnolo, ha salvato migliaia di ebrei a Budapest durante la Shoah. Altre piante e stele ricordano il genocidio degli armeni, le vittime dei gulag e delle foibe. Le Fortificazioni Austro-Ungariche – A Levico si trovano varie fortificazioni austro-ungariche, costruite a difesa del confine meridionale dell’Impero, facenti parte del Rayon I Tirol del sistema di fortificazioni austriache. Tra queste, il Forte Col de le Bene, il Forte Verle e il Forte Vezzena.
COSA FARE A LEVICO TERME
Lago di Levico – Circondato dal verde, ricorda per la sua conformazione un fiordo norvegese. Nelle sue smeraldine acque, a seconda della stagione, si specchiano praticamente tutti i colori dell’iride, ma è in autunno, quando le fiamme arancione dei larici che cominciano ad “incendiarsi” lungo le sue sponde, che il lago regala il massimo delle emozioni che un ambiente naturale può regalare ad un essere vivente. Sarebbe impensabile prenotare una vacanza a Levico, senza portarsi la macchina fotografica: aggiungetela subito, se non lo avete già fatto, fra le cose indispensabili da sistemare in valigia…Mentre d’estate lo specchio d’acqua diventa il regno incontrastato di bagnanti e sportivi vari (canoe, barche a remi, vele, windsurf, gare di Dragon Boat), la primavera e l’autunno, riconsegnano prepotentemente il lago a quella che nella nostra casa, è considerata quasi una religione: la pesca. Le sue rive sono attrezzate con due stabilimenti balneari e una spiaggia libera.
Terme di Levico Terme – I benefici e naturali effetti dell’Acqua Forte di Levico Terme sono noti da centinaia di anni. Presso le Terme si curano “naturalmente” le affezioni legate allo stress e all’ansia, problematiche ginecologiche e artroreumatiche, oltre alle malattie delle vie respiratorie e alle malattie dermatologiche. I servizi e le attrezzature dello stabilimento termale sono resi accessibili anche ai portatori di handicap. Tra aprile e ottobre vengono praticate la balneoterapia, i fanghi, le inalazioni, l’aerosol, nonché bagni ed irrigazioni vaginali. Alle Terme, grazie alle proprietà dell’acqua arsenicale ferruginosa di Levico, vengono curate (con riconoscimento anche del Servizio Sanitario Nazionale): – patologie artroreumatiche (balneoterapia e fangobalneoterapia): – patologie delle basse vie respiratorie (inalazioni, aerosol, aerosol ionico e ventilazioni polmonari) – malattie otorinolaringoiatriche e delle alte vie respiratorie (inalazioni, aerosol,irrigazioni nasali, docce nasali micronizzate e aerosol sonico) – patologie ginecologiche (irrigazioni vaginali) – malattie dermatologiche (balneoterapia). Levico Terme e la Valsugana propongono turismo soft lacustre e termale da primavera ad autunno, ma anche trekking sui monti o sui colli termali, tra biotopi e parchi.
Ed in inverno tra le cittadine di Levico Terme e Pergine Valsugana, contornate dai vicini laghi di Levico e di Caldonazzo, è possibile sciare nelle due stazioni sciistiche del Monte Panarotta, a Panarotta 2002 e nell’area delle Funivie Lagorai. Gli impianti sciistici servono le 10 piste in quota, disegnate tra i 1574 ed i 2002 metri di altitudine ed estese su 18 km complessivi. La zona propone pure lo Snowpark Fravort, una pista per gli slittini, Kindergarten presso la Scuola di sci e servizio di skibus per il collegamento tra il fondovalle e gli impianti. Si può sciare anche di notte su piste illuminate ed usando le “ciaspole” (particolari racchette locali) si cammina sulla neve seguendo percorsi naturali tra boschi e radure, malghe, rifugi e baite alpine. Dove gli animali selvatici vivono e dove, finito il letargo, cammina anche l’orso bruno. Dove le tradizioni sono quelle d’un tempo, ma abbinate a tecnologia impiantistica invernale moderna.
Gastronomia e prodotti tipici – Fra i prodotti tipici spiccano gli ottimi vini provenienti da pregiate uve, accuratamente selezionate. I vini trentini vanno dai bianchi secchi come lo Chardonnay, il Pinot bianco, il Pinot grigio, la Nosiola, il Müller Thurgau, il Traminer, il Moscato giallo, agli spumanti di alta qualità organolettica, ai rosati e ai rossi tra i quali il Teroldego, il Marzemino, il Lagrein, il Pinot nero, il Merlot e il Cabernet. Nelle cantine valligiane si trova anche il Fragolino, il Veltriner e degli uvaggi Bacco, Grinto e Vernazzola ma soprattutto i vini dell’Angelo esclusivi della Valsugana come l’ottimo vino rosso “Pavana della Valsugana” e lo squisito bianco “Blanc de Sers” entrambi prodotti da uve di vigneti autoctoni. A fine pasto è d’obbligo provare la famosa grappa trentina, bevanda di antica tradizione ottenuta dalla distillazione delle vinacce. La grappa trentina ha diverse aromatizzazioni, può essere alla sperula, alla ruta, al ginepro, al miele, al mirtillo, alla pera. Ma la bevanda tipica della Valsugana rimane il “Carampampoli” o “Parampampoli”, bevanda aromatica ottenuta con la mescolanza di caffè, grappa, zucchero, vino ed altro ancora, che si presenta fiammeggiante nei caratteristici recipienti. Prodotti genuini della vallata sono anche il rinomato miele di montagna, le mele, le pere, le ciliegie, i funghi e gli squisiti frutti di bosco (fragole, mirtilli neri e rossi, lamponi, more, ribes) con i quali si fanno golose conserve e confetture. Prodotto caratteristico della zona di Roncegno è la castagna, di pregiata qualità e di antichissima tradizione. Particolarmente pregiati (prodotti artigianalmente in quel di Levico) sono i salumi tipici trentini soprattutto dopo il recente rispolvero di antiche ricette valsuganotte come la noce di prosciutto al pepe spezzato e il capocollo a cui proprio la “copertura”, rigorosamente eseguita a mano con lavoro da certosino, conferisce ai prodotti un aroma ed un profumo ineguagliabili. Impareggiabile è pure la linea dedicata alla selvaggina come i prosciutti di cinghiale e di cervo nonchè i salametti di capriolo, camoscio, cinghiale, cervo e di oca delicatamente affumicati; per non parlare poi dello speck. Da sempre quindi si producono qui prelibati formaggi dall’aroma tipico delle erbe di montagna.