Bardolino sorge a metà della sponda veronese, nel punto di maggior ampiezza del Lago di Garda. Bardolino si trova a 30 km da Verona, su di un territorio collinoso stretto tra il lago ad Ovest, e la collina morenica di separazione ad Est tra il lago stesso e la valle dell’Adige, ove essa sbocca nella Pianura Padana. La dolcezza del clima favorisce la crescita della flora mediterranea: ulivi, cipressi, oleandri, lauri, viti, prosperano sulle colline che fanno da corona al centro che si protende verso il lago con due caratteristiche punte formate nei secoli da due torrenti. E’ famosa in tutto il mondo per la produzione del rinomato Vino “Bardolino”, rosso rubino o rosato, che nasce proprio dai vasti vigneti delle colline circostanti. Il centro storico, dominato dall’alto campanile della chiesa di San Severo, è costituito da caratteristiche case e stradine tra le quali si possono ammirare varie testimonianze e autentici capolavori dell’arte e della storia locale. Negli ultimi decenni a supporto della tradizionale economia agricola si è sviluppata l’attività turistico alberghiera. Regno degli sports acquatici, l’ospite può praticare anche mountain bike, ciclismo, golf, tennis, equitazione, etc. Le colline circostanti, addolcite dal clima mite, favoriscono passeggiate panoramiche per tutto il tempo dell’anno. Bardolino inoltre offre un’ampia scelta di ritrovi: ristoranti, caffè, gelaterie, piano bar, discoteche.
– STORIA
Presenze preistoriche vi erano all’altezza di Cisano. Facevano parte della civiltà palafitticola del basso Lago di Garda. La presenza umana non è mai mancato nella zona, per avere tracce scritte si deve arrivare all’alto medioevo. Reperti dell’epoca romana sono abbondanti, fra i quali un curioso cippo funerario eretto da un uomo a sé stesso mentre era ancora in vita. Nell’alto medioevo fu soggetta fin dall’epoca longobarda ai monaci colombaniani, della potente Abbazia di San Colombano e del grande Feudo monastico di Bobbio, che vi fondano il Monastero di San Colombano di Bardolino che diverrà un potente priorato autonomo [3]. Essi evangelizzarono il territorio favorendo l’espansione dei commerci, dell’agricoltura (specie la vite e l’olivo) e della cultura, introducendo importanti innovazioni ed aprendo vie commerciali. Si narra delle visita sopra Malcesine di re Pipino ai santi Benigno e Caro, in uno di quei viaggi il re destinò alla abazia di San Zeno di Verona, la chiesa di San Zeno e tutte le sue pertinenze. fra l’859 e l’856 vi fu una disputa fra Verona e i paesi del lago. I paesi veronesi del lago divennero una unica entità amministrativa con sede a Garda. È del IX secolo l’edificazione del primo castello, autorizzato da Berengario al fine di costituire mezzi di difesa contro le invasioni, permesso accordato a tutte le comunità del Lago. A Bardolino il castello si ingrandì fino a costituire con gli Scaligeri un unico fortilizio per tutto il paese. Nel XII secolo Bardolino è ricordato come comune autonomo, e risale al 1222 la costituzione, comune a quasi tutti i centri del lago, dei diritti di pesca riservati alle famiglie del luogo. Durante il medioevo e l’età moderna, Bardolino seguì i destini di Verona, Si ricorda che fu il centro della marina veneziana sul lago, che nel 1526 fu saccheggiata e subì il rapimento di propri abitanti a fini di riscatto da parte dei lanzichenecchi. Sotto gli austriaci fu capoluogo del distretto che raggruppava tutti i comuni veronesi rivieraschi. Nel 1848 insorse alle truppe austriache credendo nella vittoria dei piemontesi, ebbe rappresaglie: incendi, saccheggi e fucilazioni. Per questo, nel 1866 Bardolino entrò meritatamente a far parte del Regno d’Italia. Priorato di Bardolino – Autonomo ma dipendente dall’Abate dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio vi era il vasto e ricco Priorato di Bardolino [4], con il territorio del lago di Garda, dei fiumi Adige, Mincio e la zona della Valpolicella, oggi sotto tre regioni (Lombardia, Venetoe Trentino). L’ elenco di vari monasteri e celle monastiche è notevole, possiamo citare fra i maggiori: Bardolino, Pastrengo, Lazise, Garda [5] con i vicini monasteri di Rivalta, San Pietro Incariano e Priviniano (vicino al fiume Adige), Costermano con i monasteri di Marciaga e Castion, Torri del Benaco con il monastero di Albisano, San Zeno di Montagna, Pesina, Avio, Rovereto, Trambileno con l’Eremo di San Colombano, Il Monastero di Venzano vicino Trento, Riva del Garda, Toscolano-Maderno, Salò ed il vicino Monastero di Solarolo, Peschiera del Garda, Sirmione, Leno, Castel d’Azzano, Porto Mantovano, Mantova e Suzzara. Il Monastero di San Colombano in Bardolino gestito autonomamente dai monaci colomboniani gestisce numerosi poderi coltivati e molti vengono dati in affitto ala popolazione locale, che ogni anno il 23 novembre (ricorrenza del santo missionario irlandese San Colombano) versa all’abbazia madre un fitto. Il monastero era famoso inoltre per la conciatura delle pelli, per la cui lavorazione usava lo scotano o Rhus cotinus, un arbusto che veniva raccolto e ridotto in polvere. Un quarto del raccolto veniva inviato all’Abbazia di Bobbio, ricevendo in cambio libri e codici per la biblioteca del monastero.
– LUOGHI DI INTERESSE
– Chiese – Chiesa di San Zeno, della seconda metà del IX secolo, presenta una pianta a croce latina con le volte a botte sui bracci laterali e a crociera sul tiburio. Nei bracci laterali sono conservate decorazioni originali. Fu fra le poche chiese del veronese lasciate intatte dal terremoto del 1117 – Chiesa di San Severo, dell’XI secolo e XII secolo, in stile romanico, è ricordata in un diploma del re Berengario nel 983. Ha una facciata divisa in tre settori con protiro. Il campanile ha una cuspide. Ci sono affreschi del XII, XIII e XIV secolo. La cripta è altomedievale – Monastero di San Colombano, del XI secolo, dipendente dall’abbazia di San Colombano di Bobbio – Pieve di Santa Maria, costruita a Cisano nel XII secolo su una precedente chies del tardo VII secolo a sua volta costruita su un tempio pagano. L’interno fu rifatto danneggiando irreparabilmente la struttura nel XIX secolo. Contiene una iscrizione dipinta altomedioevale della fine del VII secolo, dove si descrive una riedificazione di un monaco di nome Tempone su un’opera di un altro monaco anonimo – Chiesetta di San Vito, del XVIII secolo, in località Cortelline – Chiesa di San Nicolò, edificata su progetto dell’architetto Bartolomeo Giuliari fra il 1830 e il 1847, sostituì San Severo come parrocchia.
Fortificazioni: Mura di cinta di Bardolino – XII secolo. Le mura di cinta nella versione rimasta oggi sono ridotte. Fu più volte ampliato dal nucleo originario.
Musei – Il Museo Sisàn, aperto il 10 maggio 2009, è dedicato alle tradizioni ornitologiche ittiche e venatorie del comprensorio gardesano. Lo scopo principale del museo è la diffusione della conoscenza ornitologica e delle tradizioni storico-artigianali legate alle attività della caccia e della pesca diffusamente praticate in passato nel Basso Garda.